Milan: Sogni di ripresa

Panoramica Panoramic view 
Milano 27-05-2016 Stadio San Siro / Giuseppe Meazza 
Football Champions League Final . Foto Daniel Chesterton / PHCImages / Panoramic / Insidefoto

Sballottati tra notizie contrastanti con speranze altalenanti tra numeri raccapriccianti e proiezioni ottimistiche, e col miraggio di una riapertura seppur graduale che possa riportarci a un sogno di normalità, proseguiamo questa infinita quarantena ricordando un mondo che non c’è più.

Sarà impossibile ritrovare nell’immediato, anche quando dessero un improbabile “liberi tutti”, abitudini che si credevano consolidate e che questo virus ha spazzato via. Chi spera in un mondo diverso, dove possano essere rivalutati i rapporti tra le persone, dovrà fare i conti con la dura realtà di una crisi che sta già penalizzando pesantemente i settori produttivi ricadendo sul sistema economico e che lascerà poco spazio ad atteggiamenti di solidarietà.

Per questo molti vedono nel dibattito sui tempi e modi per la riapertura del calcio un esercizio futile se non inopportuno. Lo scintillio delle stelle, dei campioni strapagati e idolatrati dà vita, bisogna ricordarlo, a un sistema che permette a molti di guadagnarsi la pagnotta, anche se tra le ombre di un settore che, scendendo di qualche gradino, rischia il default immediato. Tante squadre della serie A, molte società di B, quasi tutta la serie C basa la sopravivenza, spesso non arrivando a soddisfare il bilancio, su entrate che si pensavano certe e che non lo sono più. Quasi tutto il ricavato va nelle tasche dei giocatori, che sono comunque protagonisti, e dei procuratori vero tarlo del sistema. Le grandi partite e i ricchi introiti dei top club, grazie anche alle televisioni, trainano comunque un carrozzone molto meno luccicante della locomotiva, con tante falle e qualche buco, che però, correndo, riesce a essere ancora oggi la terza “azienda” italiana per investimenti creando un indotto che consegna a molti uno stipendio decente. Magazzinieri, giardinieri, giornalisti connessi direttamente agli eventi così come il catering, i ristoratori o i venditori di panini e bandiere davanti allo stadio, sono tutti legati al mondo del pallone che, fermatosi, ha bloccato le entrate senza offrire alternative.

Il calcio e lo sport in generale, però, regalano gioia e accendono la passione di chi lo segue. Oggi isolati nelle nostre case sappiamo bene come possa migliorare una giornata un piatto un po’ ricercato o un buon libro. Si sognano in questo momento cose semplici, o che erano semplici, come una buona pizza o un cono gelato, una bella birra o un cinema. Programmare quindi, con tutte precauzioni del caso, una ripartenza dei campionati può, a mio parere, regalare a tanti tifosi una parvenza di un ritorno a quella “normalità” tanto agognata. E così come ci si accontenta di una pizza non perfetta o di un film alla tv, sarebbe già importante poter vedere una partita di cui non si conosce il risultato anche in televisione, anche se giocata con gli spalti vuoti: sarebbe comunque un ricominciare.

Il calcio, come altri settori, dovrà affrontare una ristrutturazione importante, e una riorganizzazione della distribuzione dei guadagni che potrebbe essere molto più significativa del tentativo del Financial Fair Play. Probabilmente si andranno a ridimensionare valutazioni e stipendi e chi avrà una reale solidità alle spalle riuscirà ad approfittare del momento di rinascita. Il Milan grazie al fondo Eliott ha una solidità economica sicura, ma dipende da quanto il proprietario Gordon Singer vorrà investire in questo suo impegno calcistico che, visto questo storico e complicato momento, credo possa vedere sempre più come una scommessa. Assodata la linea giovanilistica che la dirigenza vuole perseguire, pur con qualche eccezione, sarebbe importante che fosse assecondato anche il senso di appartenenza. Alessandro Tonali, classe 2000, giovane e sicura promessa del Brescia, che si è sempre dichiarato milanista, sarebbe perfetto per dare un segnale al mondo rossonero della volontà di investire con decisione, con passione e in prospettiva. È un po’ presto ma già le prime schermaglie di mercato si vedono. Se s’intuisse che la società vuole veramente muoversi con determinazione per il futuro potrebbe anche diventare uno stimolo per la squadra per il finale di stagione che speriamo si possa concludere, anche se in agosto, e che per questo andrà a intrecciarsi come non mai con il calciomercato. Tutte ipotesi, ma il solo accennare a possibili partite e a futuri acquisti regala già un po’ di sana normalità in questa clausura innaturale. Fuori c’è il virus e stanno arrivando i problemi. Lasciateci almeno sognare un gol.

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