Milan? Solo proclami, proclami e proclami

Paolo Vinci

Carissimi Tifosi Rossoneri,

terminato tristemente il campionato di calcio, mi ero riproposto di non tediarVi con il consueto Editoriale fino all’inizio del nuovo campionato, che, auspicavo, fosse per i Colori Rossoneri di palingenetica Resurrezione.

Le recenti vicende di Casa Milan, però, mi costringono a desistere da quel proposito.

Per due ordini di ragioni.

La prima, la più importante, perché, tra le innumerevoli mail che quotidianamente ricevo per la mia professione di Avvocato, dedito alla difesa dei diritti di chi ha subito un’ingiusta lesione alla salute per malasanità o per incidente, ho ricevuto, proprio in questi ultimissimi giorni, altrettante sollecitazioni da parte di tanti Tifosi Rossoneri delusi ed arrabbiati, che mi hanno chiesto, a viva voce, di esternare il mio pensiero sul frangente.

La seconda, perché sento dal profondo dell’animo di doverlo esternare e di conseguenza, di tracciare un  punto sul bailamme collettivo in cui è finito il mercato rossonero, in quello che un bravo giornalista ha definito, con un termine appropriato, un ”cul-de-sac”.

Facciamo ordine e cerchiamo di essere sereni.

Per dare una valutazione, allo stato per fortuna ancora parziale (il mercato ufficiale si apre il 1^ luglio). Anche se, guardandosi attorno, si nota che la Juventus, già di livello nettamente superiore, ha rafforzato e soprattutto ringiovanito la rosa (ha ben 9 giocatori nati dopo il 1991) ed in grado di comporre due squadre da scudetto. La stessa Inter, partita in sordina senza proclami, ha messo a posto la difesa e con l’acquisto, molto oneroso, di  Kondogbia, anche il centrocampo e si pone certamente come potenziale protagonista per il prossimo campionato. Per non parlare della Roma, che già forte da par suo, ha arricchito la rosa con quel campione che è Bertolacci. E non solo.

Ed il Milan?

Proclami, proclami, proclami.

Viaggi, viaggi, viaggi.

Cene, cene, cene.

Tutto inconcludente. Tutto, fin qui, fallimentare!

Non so se personalmente avrei speso 40 milioni per Kondogbia, né 35 per Martinez.

Ma ciò non significa assolutamente nulla, perché il dr. Galliani su Martinez prima, su Kondogbia poi ci ha messo la faccia. Ed è la faccia del Milan. Del Popolo Rossonero!

E non solo. Ma anche della Sua Gloriosa Storia.

Ogni valutazione infatti è sussunta, superata, surclassata dagli eventi che hanno evidenziato un iniziale interesse, una superficialità di trattativa, una sicumera sterile ed improvvida.

Magari Kondogbia non esploderà all’Inter (e la circostanza, almeno ad oggi visti i precedenti più che buoni del centrocampista ex Monaco, appare peregrina), magari Galliani ha fatto bene a ritirarsi, magari le odierne esaltazioni nerazzurre sono eccessive e conseguenza delle tante delusioni incamerate nell’ultimo lustro, magari altro, ma questo non ha nessun rilievo.

Questo non significa nulla: rimane la figuraccia rossonera!

Quello che non va è la troppa sicurezza di avere concluso trattative per poi ritrovarsi la mattina a doversi arrampicare sugli specchi, con conseguenze devastanti e con la inevitabile derisione da parte degli avversari.

Si è iniziato col “no” ricevuto da Ancelotti, seguiti da quelli di Ibrahimovic, Kondogbia e Jackson Martinez. Sono quattro “no” diversi ma tutti significativi. E concludenti.

Dopo anni di vacche magre e giocatori a parametro zero, il Milan quest’anno aveva deciso di investire pesantemente sul mercato, ma purtroppo per i Meravigliosi Tifosi Rossoneri, la squadra più titolata al mondo ha perso il suo sex/appeal. La coppia inedita Galliani/Lucas ha sbandierato a destra e manca la propria sicurezza salvo poi produrre un risultato fin qui deficitario.

Il Milan era pronto a spendere 75 milioni per i sopracitati calciatori, ipotizzando quindi un budget di 120 milioni, però l’annata senza coppe ha reso irrealizzabile fin qui ogni acquisto sperato. E dove si poteva chiudere, avendo l’Inter in pari situazione (anch’essa senza coppe, prima volta nella storia di Milano!) ci si è ritirati.

E a questo punto?

Spero che i soldi non spesi vengano rinvestiti su giocatori Italiani come Mauri e Baselli (l’accasato Bertolacci rimane una chimera)  e su un centravanti Bacca e soprattutto su un forte difensore centrale come Hummels.

Fin qui i Rossoneri si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano.

Non si può arrivare alla oramai imminente data del raduno (tra meno di dieci giorni) con una squadra tutta da costruire. Non è più possibile attendere gli ultimi (o l’ultimo?!) giorno di mercato per acquistare il giocatore a saldo, scartato magari da tutti.

C’è da chiedersi: ma i soldi ci sono davvero? O vi è solo la speranza che ci siano?!

Certo che, considerata la situazione, ove il Milan busserà, farà lievitare il prezzo. Con la conseguenza che si trovi dissanguato in qualsiasi trattativa.

In buona sostanza, allo stato, un fallimento difficile da digerire, dato che neanche le nuove risorse economiche potrebbero fare la differenza.

Probabilmente, fino a tre stagioni fa, a certe cifre il Milan avrebbe ingaggiato qualsiasi giocatore, potendo contare sulla forza della Champions League e su una squadra comunque competitiva. In tre anni però il disfacimento è stato pressoché totale. L’assenza di pecunia ha impedito grandi investimenti, ma quel poco denaro a disposizione avrebbe potuto portare acquisti mirati e consequenziali: l’unico esempio è stato l’ingaggio di Bonaventura, uno dei pochi innesti azzeccati dell’ultimo triennio. Si è invece deciso di puntare su nomi altisonanti,  giocatori più o meno a fine carriera, per cercare di abbellire campagne acquisti al risparmio.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, tra sconfitte sul campo e sul mercato.

Anche gli impareggiabili Tifosi Rossoneri sono scoraggiati ed afflitti e  San Siro rischia di rimanere sempre più vuoto.

Che fine ha fatto quello che era definito il “Condor”? Il re unico ed inarrivabile del mercato mondiale?

Adriano Galliani non può essere di colpo scomparso.

Ha ancora un’ultima, estrema. possibilità di riscattare questa lunga serie di “no”, se veramente ha (questa volta) il denaro a disposizione e tante settimane da qui a fine mercato.

Ma non può più sbagliare, come non può più permettersi di strapagare giocatori “normali”. Il Milan ha bisogno di almeno sei  acquisti in squadra e otto/nove in rosa, ma non può spendere solo per spendere e magari compensare i fallimenti di mercato fin qui. Deve effettuare acquisti mirati che rispondano ad un progetto giovane e certo.

E soprattutto occorre valutare con attenzione il profilo tecnico ed umano dei giocatori da acquistare. Per evitare di fare innesti insalubri

Soprattutto  il Condor (o ex?) dovrà fare fatti e non parole. Ed evitare sterili proclami.

Sterili proclami che fin qui ha fatto. Male.

Altrimenti anche i soldi non riusciranno a far risplendere i Gloriosi Colori Rossoneri.

Scusatemi, ma dovevo.

Un abbraccio a Tutti.

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