Milan: sulla brezza del gioco un’aria nuova

Fabio Conte

L’amarezza  di una sconfitta nel derby fatica a diluirsi nei giorni che seguono. E’ una cosa diversa dalle altre partite, è sempre difficile da digerire, particolarmente in questo caso.

Da questa partita, infatti, ci si aspettava una riscossa, un cambio di passo che è venuto solo parzialmente sul piano del gioco. E se questo è sempre e comunque un segnale positivo, dopo un derby perso  aumenta però il rammarico e galvanizza  l’ambiente degli altri, dei condivisori di San Siro. Proprio una vittoria trovata senza brillare, che li ha portati a punteggio pieno a riassaporare la vetta dopo anni, permette ai nerazzurri di trovare sicurezze per compattarsi come squadra e facili sbeffeggiamenti tra i tifosi. Per filosofia ed attitudine il Milan da sempre persegue il bel gioco, ma ci sono momenti in cui una partita che venga vinta senza particolari meriti può cambiare le dinamiche del campionato dando la  possibilità di far emergere quell’entusiasmo di chi sente il favore degli dei, di chi legge il futuro con ottimismo. Da anni al Milan manca proprio l’ottimismo, la fiducia, il sorriso. I timori fanno capolino, nella scelta di giocatori di contenimento, in atteggiamenti di insicurezza con tentennamenti e titubanze nelle giocate, con scoramento ai gol subiti. Certo, negli ultimi anni, nonostante l’alternarsi dei tecnici, o anche per questo, raramente si son visti risultati  fortunati e le partite vinte sono sempre state sudate e acchiappate con le unghie. E allora Mister Mihajlovic è chiamato a invertire quanto prima questo blocco psicologico, questa cappa di sfiducia instillando  serenità e ottimismo nell’approccio alle gare in modo che dopo un gol subito sia una scrollata di spalle a far riprendere il gioco, fiduciosi di poter riacchiappare il risultato e non come ora assistere ad un ritorno a centrocampo accompagnato da fantasmi opprimenti e pessimisti. Non credo che il Milan possa competere per lo scudetto, ma fare una buona stagione è un dovere per questa società, per questa rosa, al massimo delle sue possibilità senza zavorre mentali, poi magari anche la dea bendata darà una mano.

Vediamo quindi le note positive, che ci son state, per ripartire col giusto piglio. Della buona circolazione della palla abbiamo detto, con un discreto pressing in fase di riconquista, finché han retto le gambe. Per i singoli abbiamo una sicurezza in porta e dei terzini, tre per due posti, di buona dinamicità. Zapata e Mexes di supporto alla coppia centrale, di prospettiva ma già titolare Romagnoli e Rodrigo Eli. La buona prova di Montolivo potrebbe ripetersi visto che dà il meglio di sé quando ci sono punte di movimento come le attuali. Balotelli per colpi e fisico può cambiare le dinamiche durante la partita. Se Mario, che è ritornato maturato come uomo maturasse anche a livello tattico offrendo movimenti e dialogo coi compagni, potremmo sperare di avere sgrezzato un diamante, di cui si sa il valore ma non se ne apprezza la lucentezza. Se poi evitasse di cadere nelle provocazioni che, dall’indisponente Felipe Melo in poi, sarà costretto a dover incontrare sarebbe fantastico ma credo improbabile o almeno difficile. Ci aspettiamo venga trovato un ruolo certo e redditizio per Bonaventura troppo spesso sballottato a destra e a manca per ragion di stato. Vogliamo rivedere con miglior forma Honda, Bertolacci, Poli e Kucka che pure ha fatto bene. E ci piacerebbe che anche Mihajlovic cominciasse a dare un’impronta più determinata al gioco, alla filosofia, alla sfrontatezza di una squadra che deve uscire dalle paludi di negatività e giocare con spensieratezza ed allegria come ha dichiarato lo stesso Mister. Per questo spero ci sia maggior coraggio nei cambi, come mi aspettavo nel Derby quando si poteva osare un tridente che desse la carica, che dimostrasse spavalderia. Bisogna spazzare le nubi, togliere la cappa di negatività: deve arrivare un vento nuovo, il vento della riscossa, il vento rossonero che pulisca anche i miasmi di quest’ultimo derby. Vogliamo tornare  respirare a pieni polmoni l’aria di San Siro!

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