Milan: surfare sull’entusiasmo

Fabio Conte

Un Milan tutto nuovo si sta costruendo sulle ali dell’entusiasmo, grazie a un flusso di denaro inaspettato anche dai più ottimisti.

L’arrivo di Bonucci ad esempio era imprevedibile solo una settimana fa. Ovviamente non credo che le parti in causa non sapessero e non trattassero. Si dice che l’addio del difensore alla Juventus abbia radici nelle diatribe col tecnico della scorsa stagione, è quindi molto probabile che ci fosse un accordo con la società di prendere strade diverse già dopo Cardiff. Quando si sia inserito il Milan, chi abbia contattato Bonucci, o se lui abbia cercato i rossoneri non è dato sapere, almeno per ora. Significativo però che gli sia stata offerta la fascia di Capitano proprio come chiedeva Montella, ad un giocatore cioè di carisma e di carattere, e non, come d’usanza milanista per anzianità di servizio. Un Milan nuovo, un capitano nuovo. Un giocatore eccellente che porterà esperienza, mentalità vincente e abitudine al successo. E anche grinta e combattività visto le strigliate che pare abbia fatto all’interno del suo ex spogliatoio a chi non metteva abbastanza cuore, per chi non aveva la giusta fame. Quante volte in questi anni s’è sentita la mancanza di un simile carattere nei momenti topici della stagione. Il Mister, al raduno, auspicava che non si perdesse lo spirito di squadra che era riuscito a creare nella scorsa stagione. Oggi forse c’è da chiedersi chi dei giocatori rimasti si adeguerà alle convinzioni e all’entusiasmo nato nell’ambiente dopo questa incredibile sessione di mercato. Quelli che si saranno salvati dall’epurazione di questo anno zero dovranno far tesoro delle lacrime di chi ha lasciato Milanello – e di chi lo lascerà- con l’impressione di essere sceso dal treno rossonero alla fermata sbagliata. La rivoluzione delle gerarchie, per quanto difficile da digerire, può però offrire la chance di mettersi al servizio del gruppo che, se si rivelerà vincente, porterà tutti sugli scudi.

Se, o quando, arriverà una delle punte di cui si parla,- tutti i papabili sono ottimi giocatori e funzionali al progetto- e magari un altro centrocampista di sostanza, le ambizioni del Milan non potranno fermarsi solo all’approdo remunerativo in Champions. I tifosi sono in fibrillazione – s’è potuto ben vedere all’arrivo di Biglia ma soprattutto di Bonucci – e appare prudente e sottostimata la previsione di trentamila abbonamenti. Una delle difficoltà di Montella sarà proprio far sì che l’entusiasmo non sfoci in euforia, difficile da gestire ed immotivata almeno finché i singoli non si trasformeranno in squadra. Se le ambizioni sono motivate, oggettivamente sarà difficile però vincere subito. L’amalgama, di “massimina” memoria, non è un giocatore che si può comprare né lo si trova tanto al chilo. Ma bisogna sfruttare e cavalcare l’onda di ottimismo e positività generata dalla rinascita delle aspettative dell’ambiente. Non è vero che l’unica cosa importante sia la vittoria, ma anche come ci si arriva. Quindi se il Milan nuovo, che rischia di essere nuovo per 10 undicesimi, riuscirà a giocarsela fino alla fine con squadre rodate come Juve, Napoli e Roma si potrà già essere contenti. Un’analisi serena e realistica non prevede miracoli ma si sa, a volte accadono.

Massimiliano Mirabelli aveva fretta. Lo si è visto per come s’è approcciato al mercato. Lo si è capito per come ha condotto le trattative. Aveva fretta di affermarsi e di far vedere quel che vale. Sapeva di doversi creare una reputazione arrivando a svolgere il lavoro che conosceva ma che non aveva mai potuto fare per una società ai vertici, tra l’altro subentrando ad una gestione prestigiosa e discussa, lunga ed ingombrante. Lo sta facendo bene, lo sta facendo col proprio stile fatto di schiettezza e chiarezza, schiena dritta e pacche sulle spalle. Lo sta facendo grazie ad una disponibilità elevata e continua, che pare addirittura inesauribile. Lo sta facendo grazie a Fassone che gli ha dato fiducia e ne bilancia l’irruenza. La fretta di Mirabelli è servita a dar credito alla nuova fase del Milan tanto che adesso la piazza rossonera è ritornata seducente per molti calciatori e diversi procuratori. Ma la fretta è servita anche per dare all’allenatore il materiale su cui lavorare il più presto possibile. Tra tournée orientali e insidiosi preliminari solo qualcuno dei nuovi potrà già giocare e da qui ad un mese saremo già all’inizio del campionato. Mirabelli aveva fretta per sé ma anche per il Milan perché dopo una campagna acquisti scoppiettante, inciampare farebbe un botto.

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