Milan: tra angoscia e sogni

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Per chi fa fatica ad addormentarsi in questi tempi angosciosi, non può valere nemmeno il vecchio giochino mentale d’immaginare cosa fare se si vincessero un sacco di soldi.

La paura e l’insicurezza si stanno propagando a livello mondiale assieme al virus e, probabilmente, nulla sarà come prima dopo questa primavera che speriamo si possa portar via contagio e inquietudine. Oggi tutto si è relativizzato ma in tempi normali, fino a qualche settimana fa, poteva essere un esercizio rilassante immaginare dove abitare, che viaggi organizzare, che acquisti costosi regalarsi se non si avesse più l’assillo del denaro.

Deve aver pensato a questo chi ha rilanciato per l’ennesima volta la notizia dell’acquisto, addirittura immediato, del Milan da parte di Arnault. Il tifoso rossonero, bloccato in casa, spaventato dal virus, senza calcio né calciomercato, ha ovviamente riversato sulla notizia la parte ludica del cervello, quella che non vuole pensare sempre ai problemi e che cerca nello sport in generale, e nel calcio in particolare soprattutto in Italia, speranze, rivalse, gioie e gratificazioni. Ha chiuso gli occhi e s’è messo a sognare di ritornare a essere il tifoso di quella squadra che ha fatto la storia del calcio per 5 lustri.

Il risveglio è stato amaro per molti, sia per la situazione straordinaria e tragica, sia per quella pallonara. La notizia si è spenta ancora una volta non trovando conferme, riportando l’intristito rossonero alla quotidianità calcistica di Gazidis che prospetta uno sconosciuto Rangnik, di Boban che va per avvocati, della classifica indecorosa, di Ibra che non rinnova e Gigio che se ne va. Insomma un presente cupo e un futuro nebbioso con l’unica certezza delle stringenti regole del FFP a dettare acquisti e progetti. Non so sinceramente se sia vera la possibilità che il magnate del lusso francese abbia adocchiato il Milan come brand decisivo per entrare nel mondo del calcio, né perché voglia entrarci, visto che è un mondo a sé, con regole e ritmi diversi da qualsiasi altro business e senza la certezza matematica del successo. Il fatto che queste voci si ripetano nel tempo mi fa sperare che qualcosa di vero possa esserci. Ma anche se fosse non potrebbe riportare subito il Milan ai vertici con cospicui investimenti perché sarebbero bloccati da quei paletti finanziari gestiti dall’Uefa. Sarebbe quindi una rivoluzione a livello di management che comunque dovrebbero iniziare un percorso di avvicinamento ai piani alti, gradino dopo gradino e non con l’ascensore come vorrebbero i tifosi. Credo però, che l’attuale proprietà, che sa fare bene i conti, non cederà finché non sarà almeno autorizzata la costruzione del nuovo stadio. Solo a quel punto, una società importante ma onestamente decaduta come quella rossonera, potrà creare quella plusvalenza che il Fondo Eliott pretende per i suoi investimenti. Bisognerà poi vedere se il Fondo di Singer sia interessato all’eventuale sviluppo immobiliare che la costruzione dello stadio porterà con sé o se gli converrà cedere spinto appunto da una ricca offerta che Arnauld potrebbe fare per commercializzare i suoi marchi nella nuova struttura. Ma questi sono ragionamenti di una settimana fa, forse di un mondo passato.

Per ritornare alla vita reale, tutto ciò di cui abbiamo parlato dipenderà da come si uscirà da questa inimmaginabile situazione sanitaria e sociale. Quando i contagi finiranno, e non si conoscono ancora i tempi, si dovrà affrontare un disastro economico e finanziario con lunghi strascichi e con possibili cambiamenti imprevedibili, forse epocali, per l’economia italiana ed europea. Questo sicuramente cambierà il modo pensare e d’investire nel calcio, così come in altri settori, e forse ci potranno essere anche dei cambiamenti a livello organizzativo generale visto che la crisi ha messo a nudo anche i limiti gestionali dei vertici dell’Uefa. Una cosa è certa: il mondo non sarà più come prima. Per ora quindi, torniamo a tentare di dormire dimenticando l’angoscia, sognando una villa al mare, un Ibrahimovic giovane al Milan o un ricercatore che scopra il vaccino contro il Coronavirus domani. Sogniamo e speriamo.

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