Milan: tre partite per svoltare, un mercato per sognare

Fabio Conte

Finalmente ricomincia! Il campionato? No, il calciomercato! Rieccoci a commentare, immaginare, sognare acquisti, scambi, arrivi. Devo confessare non sono un fan dell’ipotetico.

Nessuno sa, a volte neppure gli stessi operatori, se una trattativa andrà a buon fine se non a contratto firmato. A volte neanche allora: il recente caso di El Shaarawy insegna. Gli ipotetici milioni che dovevano arrivare dal Monaco, usiamolo come esempio, già messi, pensati, calcolati a bilancio in un amen, per un cavillo ben cavalcato, spariti, rimessi in gioco. E per molti tifosi è proprio un gioco, oggi  disciplinato come il fantacalcio, o il  recente FantaserieA, novelli Monopoli dove tutti parlano e spendono milioni di fanta-euro. Non più case e alberghi da costruire ma rose da sfoltire, squadre da rinforzare. Naturalmente si parla quasi esclusivamente degli affari  delle squadre di primo livello e non si considerano mai le emorragie di organico di chi vende. Del fair play finanziario non c’è traccia. Ma poi si arriva a dover fare i conti con la realtà. E la realtà parla di squadre indebitate, di bilanci in rosso, della differenza finanziaria di altri campionati, di società sotto la lente d’ingrandimento della Uefa.

 Il mercato di gennaio, spesso chiamato di riparazione, chiede maggiori sforzi da quelle squadre che hanno deluso maggiormente le aspettative dei tifosi. Quindi la prima della classe l’Inter dovrà ben rinforzarsi per poter sperare di rimanere davanti, il Napoli che insegue affannosamente, cerca almeno due pedine importanti per colmare il divario di un punto, mentre  la disastrosa Roma, lontana ben quattro lunghezze dalla testa dovrà essere rifondata. La Fiorentina più modestamente cerca qualcuno per rimanere ad un inaspettato secondo posto, e la Juve insegue arrembante e tenace, quei tre punti che le mancano, forse senza dover prendere chi sa chi. E tra due giornate alla fine del girone d’andata, la classifica potrebbe essere completamente ribaltata. Insomma nel mercato si gettano speranze che potrebbero essere soddisfatte solo avendo un po’ di pazienza. Però come non spendere, nelle chiacchiere televisive e non, quei milioni così facili da pronunciare, così semplici da immaginare?

Va bene, scherzavo. Auspicare che la propria squadra si possa rinforzare, almeno un poco per vincere quelle partite pareggiate e pareggiare le perse è giusto e naturale. Informare di trattative, contatti e approcci di società e procuratori, non solo è un dovere ma a ben guardare descrive come molto spesso gli affari siano dettati dalle circostanze ed opportunità più che da una ferrea programmazione. L’occasione la fa da padrona, la scadenza di contratto ammalia e concupisce. Insomma tutto gira intorno all’attimo da cogliere più che dalle indicazioni tecniche e poi si vedrà. Si vorrebbe tutto e subito ma nella vita e  ancor più nel calcio a volte la costruzione di un progetto necessita di tempo.

Ovviamente non mi sono dimenticato del Milan. Dall’elenco precedente mancavano i rossoneri ultima delle “grandi” al sesto posto a otto punti dalla vetta. Non sarebbero di per se tantissimi, visto la classifica compatta, per scalare qualche posizione, se si avesse la certezza che la squadra abbia finalmente assimilato una compattezza ed una consapevolezza che le possa permettere di fare una serie di risultati utili continuativi. Nelle prossime tre partite Coppa Italia compresa, ha dichiarato ieri Sinisa Mihajlovic, o si svolta o si muore.  Naturalmente la rosa rossonera più di altre avrebbe bisogno di innesti validi, avendo sì trovato una formazione base dalla quale partire, ma avendo poche alternative soprattutto a centrocampo e in difesa. Aspettando in avanti il ritorno di Balotelli e Menez, e con l’arrivo a supporto di Boateng, tutti indicano come punto dolente il centrocampo, a destra dove si cerca  l’alter ego di Bonaventura, o in mezzo  dove talvolta sembra mancare il piglio necessario. Molti imputano alla dirigenza, ovvero a Galliani di non avere un chiaro progetto da sviluppare. Ma l’ossatura giovane e italiana, indicata dal Presidente e costruita dall’AD, è una base dalla quale partire e sulla quale bisognerebbe continuare. Sempre che ci siano le condizioni economiche che, se non supportate dalla proprietà in attesa di chimeriche iniezioni ricostituenti orientali, dovrà per forza autofinanziarsi con lo sfoltimento della rosa. Siamo tornati a dover far nozze coi fichi secchi, ma non sempre s’è poi mangiato così male. Il campionato è ricominciato ma i sogni continuano.

RIPRODUZIONE RISERVATA

539 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti