Milan: un derby non giocato

Fabio-Conte

Volevano vincere, volevano vincere e invece… cantavano beffardi i tifosi nerazzurri che scendevano allegri, domenica sera, le rampe di San Siro.

Muti e depressi i tifosi del Milan: un gol al 92’ toglie il fiato e fa cadere le braccia. E fa anche incazzare. E sì perché in realtà la canzoncina usata per sfottò non era esatta: l’impressione è stata che il Milan non abbia voluto vincere, che provasse a sfangare una partita mai dominata, che si accontentasse, anzi che cercasse il pareggio e non solo negli ultimi minuti. La sensazione era, ed è ancora oggi che son passati un po’ di giorni, che la squadra di Gattuso non si sia presentata al derby con la convinzione necessaria, anzi piuttosto con i timori e le insicurezze che mai, mai, devono affiorare contro l’Inter, a maggior ragione quando è un diretto rivale per il piazzamento Champions. E, infatti, anche i tifosi si sono incazzati e l’hanno esternato in un comunicato, un po’ crudo ma comprensibile dato l’epilogo.

Il derby è una partita strana, unica. Spesso è stata ricca di gol, con squadre che si affrontavano a viso aperto. Domenica è stata una partita bloccata, abbastanza brutta a tratti, e con la grande assenza del “bel gioco”, o meglio di un minimo di gioco che non fosse di rimessa, che si pensava dovesse garantire il Milan. L’Inter invece, è stata una squadra propositiva che ha cercato di fare la partita. Viste le ultime prestazioni però, dove pur vincendo i nerazzurri avevano sempre subito gli avversari, ci si domanda se finalmente Spalletti sia riuscito a far quadrare i suoi o se una grossa mano l’abbia in realtà data Gattuso con l’atteggiamento sbagliato proposto dai rossoneri. Sempre la stessa identica formazione, nessun rincalzo che possa cambiare il ritmo se non Cutrone schierato però incomprensibilmente all’ala, ritmo lento e una forma generale che non pare eccezionale. Da segnalare poi le poche occasioni create e offerte al protagonista tanto atteso: una sola palla in area per Higuain che è stata ribattuta. Tre palloni arrivati al rivale: uno girato in gol ma annullato per fuorigioco millimetrico, uno ben contrastato da Romagnoli e infine l’ultimo, che con la collaborazione di Donnarumma ha trasformato nel gol che ha fatto vincere a Icardi la particolare sfida tra centravanti e, di conseguenza, la partita ai nerazzurri. Il problema delle rare opportunità offerte alle punte rossonere viene da lontano, in certe giornate con Mihajlovic in panchina, proseguendo con Montella e infine con Gattuso. Se hai Kalinic, ad esempio, devi mettere sei o sette palle in area per sperare in un gol, ma se c’è Higuain ne possono bastare meno, tipo le stesse che ha avuto a disposizione Icardi. Invece spesso la manovra va a rilento e si preferisce un tocco in più a un lancio o un’imbucata, giocate meno sicure ma certamente più imprevedibili soprattutto se hai chi sa andare negli spazi e tirare da tutte le posizioni, approfittare delle palle sporche, cioè se hai il centravanti più prolifico in serie A degli ultimi anni. Caratteristiche simili le ha anche il pur giovane Cutrone. Quindi è una colpa non sfruttare queste peculiarità verticalizzando e cercare invece sempre una manovra che coinvolga gli altri attaccanti che, al di là della forma attuale, hanno mediamente minori doti realizzative.

Si giocherà subito, domani, una partita difficile di Europa League contro il Betis Siviglia, e poi ravvicinate le decisive gare contro le genovesi tutte a San Siro. Sarà un bene per la testa dei giocatori e, se confortati da risultati positivi, anche per i tifosi. Gattuso però dovrà velocemente trovare delle alternative e nuove soluzioni a un gioco che ormai conoscono in tanti e che non sfrutta a dovere le potenzialità delle punte. Tutto l’ambiente si dovrà scrollare dalle spalle la negatività che una sconfitta nel derby al 92’ lascia. Solo immediate vittorie e il tempo possono aiutare: il tempo che separa i tifosi dal derby di ritorno.

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