Milan: un pistolero venuto dall’est

Fabio Conte 3

Una si poteva pareggiare, una si doveva vincere. Le partite contro il Napoli di Carlo Ancelotti, vecchio cuore rossonero salutato con affetto da tutti i tifosi, hanno regalato un punto importante per la classifica del campionato e un’inattesa qualificazione alle semifinali di Coppa Italia.

Inattesa ma meritata, dovuta forse anche a una prestazione un po’ sottotono dei partenopei ma arrivata grazie alla concentrazione, l’applicazione e l’attenzione di un Milan cinico e micidiale, che ha trovato in Krzysztov Piatek un letale pistolero.

I tifosi si stropicciavano gli occhi: figurarsi, si stavano ancora leccando le ferite per l’abbandono di Gonzalo Higuain, quando il polacco ha picchiato due pistolettate che neanche un Robocop (come lo chiama Gattuso) o Tomasson (il mister dice che glielo ricorda) sapeva fare. I tifosi hanno pensato subito a un altro che giocava ai tempi del danese, a un biondino venuto da un po’ più a est della Polonia. I due gol dell’altra sera di Piatek hanno ricordato a molti Shevchenko: non s’ingobbisce come lui in dribbling prorompenti, non ha la sua rapidità ma è più piazzato e, forse, tatticamente più avveduto. Se Cutrone continuerà a crescere come punta scaltra e velenosa sulla falsariga di Inzaghi, si potrebbe rivedere una coppia che, con buona pace (e l’apporto) di Jon Dahl, ha permesso di toccare le stelle. Aspettiamo però, bisogna andar cauti con i paragoni, hanno ancora tanto da lavorare e da segnare prima di scomodare certi idoli. Ma segnare fa rima con sognare.

Pochi minuti dopo il 58’ di Napoli Milan, tutti si chiesero chi diavolo avesse comprato Leonardo. A settembre Bakayoko, subentrato a Biglia infortunato, sembrava impacciato e inconcludente neanche fosse un giocatore di Basket messo a fare un altro sport. L’unico a difenderlo era stato Gattuso: ho sbagliato a inserirlo, disse, non era ancora pronto per il nostro calcio, vedrete è bravo. Sì, vabbe’. E invece, aveva ragione. Raramente ho visto un cambiamento simile: è diventato una diga a centrocampo, salta l’uomo, imposta. Oggi vale tutti i 35 milioni che servirebbero a riscattarlo. E speriamo che lo sia.

Quanti titolari ha a disposizione Gattuso oggi? Stavo per fare la lista ma avrei dovuto scrivere quasi tutta la rosa, tranne forse Montolivo mistero irrisolto. Tutti quelli che vengono schierati offrono un rendimento elevato, superiore alle attese, di sacrificio. Tutti a disposizione, nessuno indispensabile, un gruppo, una squadra. Sento molti addetti ai lavori che non seguono il Milan con continuità, stupirsi della qualità del gioco, del livello delle prestazioni. Forse il lavoro di Gattuso è sottovalutato nell’ambiente rossonero: al netto di qualche errore d’esperienza, si tratta probabilmente di uno dei migliori tecnici in circolazione. Ed è milanista. Ricordiamocelo.

Come l’anno scorso il Milan è in semifinale di Coppa Italia. Come l’anno scorso i quarti hanno evidenziato una crescita, hanno compattato la squadra, stanno certificando il lavoro del Mister. Se la scorsa stagione Gattuso era arrivato da poco, quest’anno la prima parte della stagione è stata costellata da infortuni, spesso traumatici che hanno messo in grande difficoltà la squadra e inciso sul rendimento. Però, passo dopo passo, si è trovata la via, tanti giocatori sono cresciuti, qualcuno è stato e sarà recuperato. Nel periodo della gestione Gattuso l’anno scorso, il Milan si sarebbe piazzato terzo partendo da dietro. Oggi è quarto, a quale piazza è lecito ambire?

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