Milan: una pausa che per ora serve solo a Montella

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri e Simpatizzanti Tutti,

si va alla spasmodica (per via della perigliosa strada italica di arrivare al Mondiale, nel quale si è stati presenti ininterrottamente dal 1958) pausa del campionato, la terza dall’inizio, con l’obbligo di trarre un bilancio rossonero. In termini di classifica e risultati, da una parte, di gioco e prospettive, dall’altra.

La vittoria del Mapei Stadium non sposta sostanzialmente i giudizi, pochissimo la classifica, tenendo anche conto che le prime cinque della classe, incollate in un fazzoletto, volano.

La vittoria serve soprattutto a Montella per salvare la panchina, che sarebbe saltata, nonostante le intelligenti e rassicuranti smentite della Società, ove il Milan non avesse portato a casa l’intera posta. E probabilmente è meglio così, considerato che sul mercato non vi erano alternative importanti o comunque “da Milan”, in attesa che si liberi dai “gioghi londinesi” Antonio Conte, il Predestinato. Ma questo è un discorso da affrontare a fine campionato e sul quale Mirabelli e Fassone stanno lavorando, in anticipo, con tempismo e con la consueta sagacia e la sottile intelligenza. Ora l’eventuale, preventivata, sconfitta di Napoli, alla ripresa, non costituirà un problema e l’auspicio è che non si torni alla solita “litania” dell’esonero per continuare uno stillicidio che sinceramente è parso fin qui stucchevole.

Ebbene, dicevamo del giudizio su questa prima fase del campionato.

Obiettivamente, al di là dei risultati ed al netto delle attenuanti, non può che essere negativo.

Ed è una valutazione che non può temere smentita alcuna! Indipendentemente dagli entusiasmi iniziali.

La Società ha messo nelle mani del Tecnico, dopo un intelligente lavoro, badate bene, condiviso, una “rosa” importante, pregna di giocatori giovani, ma di assoluta qualità e di prospettiva, affastellandoli con dei campioni come Bonucci e Biglia. E’ vero, è una “rosa” composta da 11 elementi nuovi, quindi “carente in amalgama”, ma, da un lato, la caratura dei giocatori corroborata dalla loro stessa individuazione e scelta, effettuate da Montella e , dall’altro, il lasso di tempo trascorso dalla data del raduno, circa 100 giorni, costituivano – e costituiscono – circostanze risolutive e concludenti per disporre di un certo gioco e soprattutto di una squadra ben individuata e “vestita di un unico schema” che andava deciso ab initio.

Cosa è invece accaduto?

Semplice. A distanza di tre mesi, non si è visto, né uno schema ben definito (si è veicolati dal 4-3-3 al 3-4-1-2 al 3-5-2 per addivenire al 3-4-1-1) nè una squadra omogenea, sempre diversa da partita in partita, né un risultato, uno che sia uno, favorevole con una squadra che non sia di terza fascia (il campionato è diviso in tre tronconi), nonché un gioco che molto spesso, direi sempre, se non ci fosse qualche sporadica eccezione, è parso confuso e disorganico.

Conseguentemente, i risultati sono stati, con le sei vittorie contro le squadre di terza fascia, un pareggio casalingo con il Genoa e ben 5 sconfitte contro tutte le squadre che sopravanzano il Milan in classifica. Ed a nulla rilevano i risultati nella prima fase di in Europa League per la inconsistenza degli avversari, di caratura nettamente inferiore, coi quali addirittura si è stati capaci di pareggiare, senza segnare, gli ultimi due incontri.

Questo il quadro. Asettico e realista.

Ed ora?

Occorre capire se la vittoria contro il Sassuolo e la “fibrillante” pausa, con le opportune riflessioni da parte di Tutti gli Addetti ai lavori, condurranno ad una svolta nell’inerzia di questo, fin qui, “grigio campionato” Rossonero. E che sia il Tecnico, per primo, a rendersene conto, sia in termini di analisi, sia di obiettivi, facendo, una buona volta per tutte, un’analisi, anche spietata, ma realistica, di quella che è, oggi, la realtà Rossonera in termini di classifica e di rendimento tecnico speso. Non dimenticando, ripeto, che la “rosa” messagli a disposizione da una generosa Società, è il frutto di una scelta condivisa e soprattutto non merita non tanto il settimo posto in classifica quanto la distanza siderale dalle inarrivabili prime “ cinque sorelle”, che viaggiano ad altra velocità.

Riuscirà a farlo il “nostro Prode”?

Chi vivrà, vedrà!

Buona pausa a Tutti.

RIPRODUZIONE RISERVATA

FOTO ZIMBIO.COM

9,597 Visite totali, 62 visite odierne

Commenti

commenti