NELLA NEBBIA DI MILAN-ATALANTA

ACM_Montella

Ultima partita di campionato del 2016 per il Milan che ieri, in un freddo e nebbioso San Siro, non va oltre lo 0-0 contro una buona Atalanta di Gasperini. Formazione rossonera che presenta dei cambi rispetto alla trasferta contro la Roma: il ritorno di Antonelli dal primo minuto, un centrocampo inedito con Bertolacci in cabina di regia che ha dato la possibilità a Locatelli di rifiatare, il ritorno da titolare di Kucka e Pasalic sulla sinistra. In attacco ritorna Bonaventura insieme ai confermatissimi Suso e Lapadula.

Che i bergamaschi non siano venuti a Milano per far presenza lo si nota sin dal primo minuto, una squadra molto aggressiva che ha prevalso per tutto il primo tempo. Gli uomini di Montella hanno risposto con una prestazione lenta, titubante, prevedibile, lasciando Sportiello lontano da preoccupazioni tranne il palo di Antonelli nel finale di tempo.

Da segnalare la buona prestazione dei centrali difensivi e di Abate che hanno cercato di suonare la carica ai compagni visibilmente intimiditi dagli attacchi di Papu Gomez e soci.

Secondo tempo iniziato sulla falsa riga del primo: la Dea che cerca di sottomettere un diavolo infreddolito che a sua volta però, a differenza del primo tempo, cerca di creare occasioni e rendersi pericoloso. I pali e i cambi (su cui dopo mi soffermerò) non aiutano i rossoneri a prevalere su un’Atalanta visibilmente in calo col passare dei minuti. La partita finisce con un deludente 0-0.

Nonostante la fredda prestazione, Milan-Atalanta mi ha dato modo si soffermarmi su alcune questioni:

1. Il carattere: la squadra nel primo tempo è sembrata visibilmente impaurita dagli attacchi atalantini; nonostante nel secondo tempo abbia provato a creare azioni manca sempre quell’elemento magico che può rendere una squadra imprevedibile…la cattiveria!!!

2. Il Milan è una squadra tecnicamente debole, da 5°/6° posto. La sofferenza vista in tutto il girone di andata può essere una qualità, ma quando non si risponde all’appello in partite fondamentali, ci si rende conto che il livello della squadra è inferiore alle note Juventus, Roma, Napoli, ma anche a Lazio ed Inter.

3. In settimana ho sentito paragonare Lapadula a Batistuta e Locatelli a Fernando Redondo….con tutto il rispetto per i due rossoneri, parliamo di altro…

4. I cambi di Montella…durante le trasmissioni di MilanoRossonera ogni martedì sera su Radio Calcio 24 con gli amici Tommaso Lavizzari ed il direttore Jacopo Galvani, sottolineo sempre come l’allenatore napoletano, nonostante il buon lavoro fatto finora, non provi mai a rendere la squadra più offensiva per tentare di vincere o sbloccare le partite. Prendiamo ad esempio i cambi di ieri: De Sciglio per Antonelli, Bacca per Lapadula e Niang per Bonaventura. Cambiano i giocatori ma lo schema è sempre quello e chi ricorda il Catania e la Fiorentina dell’ex areoplanino non ricorda un atteggiamento difensivo, anzi…analizziamo allora quali possono essere le motivazioni: Montella ha capito che con un Milan offensivo la squadra rischia di affondare, oppure nella sua testa percepisce che, questa rosa, è più efficace attraverso partite di sofferenza, difensive e senza sbilanciarsi più del dovuto. Posso cercare mille idee, ma alla fine l’unica cosa che riesco a capire è che questa squadra è tecnicamente mediocre e conquista punti qua e là attraverso guizzi dei singoli e mai per giocate di squadra. Dal canto mio l’unica cosa che mi riesce fare è non pensare ai vari closing, cinesi o trattative societarie ma stare vicino alla squadra che è quella che ogni domenica va in campo e mi fa esultare per un goal fatto o arrabbiare per giocate sbagliate, palloni persi o goal presi.

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Foto: a.c.milan.com

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