Panettone, ciliegina e..

Fabio Conte

..e buon Natale! Passare le feste in serenità è l’auspicio di tutti. Prima di immergersi tra pranzi e strenne il regalo più bello per i milanisti è stata la vittoria col Frosinone.

Non si tratta di un classico, non è stata battuta una diretta rivale, ma la prima volta al Matusa è stata una partita vera, difficile e credo, una svolta nel campionato. Lo spartiacque è iniziato a Marassi eliminando la Sampdoria in Coppa Italia, in una partita decisiva che potrebbe portare con poche difficoltà direttamente in finale, viste le clamorose eliminazioni di Roma e Fiorentina. Ben diversa dalla vittoria del mese scorso in campionato coi blucerchiati confusi dal cambio di conduzione, la partita di giovedì ha mostrato invece i primi frutti del lavoro di Montella dando quindi maggior valore alla prestazione dei rossoneri. Ma si son visti anche i primi sintomi di una reazione, una rivalsa, che la squadra ha avuto alle inconcludenti partite precedenti e anche ai penalizzanti errori arbitrali. Così la squadra di Mihajlovic s’è presentata convinta e compatta, forse un po’ incazzata, alla sfida prenatalizia regalando finalmente una prestazione convincente. Non vorrei peccare d’ottimismo, ed è chiaro che il valore dell’avversario va soppesato, ma l’atteggiamento, l’approccio mentale era quello che deficitava anche con squadre di pari livello del Frosinone, mentre se questa convinzione si insidierà stabilmente nelle teste dei giocatori, potrà essere una base da cui far partire qualsivoglia schema o modulo. Era quello che si chiedeva al mister ad inizio dell’annata, è quello che vogliono i tifosi, è quel che si voleva per cancellare blocchi e dubbi figli delle passate stagioni.

Emblematico a mio parere il gol segnato da Abate che ha aperto la rimonta del Milan. Per militanza e presenze Ignazio si può considerare ormai senatore di questo Milan, grazie anche al feeling che aveva, seppur giovane neo acquisto, coi vecchi inarrivabili senatori dell’era ancelottiana. Oggi, in campo e in conferenza, incarna lo spirito deciso e combattivo che è sembrato a volte mancare ad altri leader, e trovando spazio per spingere sulla fascia, può anche diventare d’esempio durante momenti delicati di qualche gara, per vigore e grinta. Lui e tutti i “panchinari” hanno fatto vedere, nelle esultanze e negli abbracci dopo i gol di domenica, quanto la squadra sia compatta, come lo spogliatoio sia unito, quale seguito abbia l’allenatore. Che mangerà, dunque, il panettone rossonero. Ora non resta che trasformare queste positività in continuità, sfruttando i giorni di riposo per ricaricare energie e concentrazione per ributtarsi in un gennaio pregno di sfide decisive, per chiudere il 31 con il Derby. Il sereno Natale calcistico che ci stiamo godendo, grazie anche alla ciliegina sul panettone gentilmente offerta dalla Lazio, dev’essere il preludio ad un anno che riporti il Milan nella zona di classifica che gli compete, magari vincendo qualcosa, ma soprattutto che riporti una mentalità consona al blasone rossonero. Con il ritorno di pedine importanti e decisive in avanti, si potrebbe scalare una classifica particolarmente compatta. Se poi arrivasse qualche azzeccato acquisto a centrocampo, potremmo vedere se le idee di Mihajlovic potranno sposare le esigenze estetiche e di vittoria del Presidente, che si lamenta dei sacrifici sostenuti, anche perché non vede ancora la conferma di un possibile aiuto economico dall’estremo oriente. Da ieri però, solstizio invernale, il sole da oriente arriva e sorge un po’ prima e allunga le giornate: speriamo che anche le ombre del Milan, economiche e di gioco, vadano a scomparire. Quindi buon solstizio, buon Natale e speriamo buona stagione rossonera.

RIPRODUZIONE RISERVATA

1,743 Visite totali, 1 visite odierne

Commenti

commenti