Piatek: aspettando il pistolero

Piatek

Il Milan non va. Ha fatto un solo gol al Novara e, addirittura, nessuno al Cesena tosto e aggressivo di mister Francesco Modesto.

Non ci sono state variazioni nella formazione dallo scorso anno e Piatek è lasciato solo, fuori dagli schemi, tanto è vero che non ha ancora segnato. Un Milan vecchio e imballato quindi.. e meno male!

Non condivido il pessimismo che aleggia sul lavoro di Marco Gianpaolo, né assecondo i pronostici delle cassandre che vedono già il tecnico marchigiano in bilico e col fantasma di Gattuso alle spalle; più o meno, con le dovute differenze, è quello che sta accadendo al suo amico Sarri a Torino con lo spettro di Allegri che pare incombere se non ci saranno subito i risultati. Il cambio di linea tecnica è stato deciso con coscienza dalla dirigenza calcistica del Milan, cioè Maldini e Boban. Seguendo la loro esperienza come ex calciatori hanno creduto che servisse un cambiamento tattico e un nuovo indirizzo tecnico che cambiasse e migliorasse la gestione della squadra per il futuro. Variando i contenuti, va da se che possano essere valutati in maniera differente anche i giocatori che facevano parte della rosa della scorsa stagione se chiamati a differenti compiti tattici. Di Suso abbiamo già scritto nelle scorse settimane, col tecnico che si è esposto in suo favore, ma anche gli altri, tanti, superstiti sono seguiti e valuatati con un occhio particolarmente attento da Gianpaolo. Visti i risultati delle amichevoli non sempre le prestazioni sembrano per ora migliorare il rendimento passato, anche se si vede nettamente una mano nuova, ma essendo, appunto, amichevoli contano poco come risultato sia per i tifosi sia per l’allenatore che guarda più alla costruzione futura con carichi che probabilmente hanno imballato gambe e testa. Così, quando c’è un cambiamento in panchina è meglio che le magagne tattiche e i difetti di manovra, escano prima e vengano corretti per tempo, e Gianpaolo mi sembra giustamente esigente a far sì che tutti i giocatori imparino e seguano al meglio i suoi dettami.

Questo vale naturalmente anche per Piatek che fino a oggi non ha ancora segnato. Anzi, proprio lui che sarà il terminale offensivo, al netto dei movimenti a lui richiesti, necessita che i meccanismi di centrocampo possano rodarsi per sviluppare al massimo il gioco e, di conseguenza, le occasioni che potranno essergli servite. Non so se potrà ripetere lo score eccezionale dello scorso anno, ma sicuramente avrà l’occasione di avere una squadra che giocherà per lui e in attacco, per riportare in auge la maglia rossonera numero 9 forse, chissà, già alla prima di campionato.

S’inizia infatti, e se il mercato andrà avanti col suo carico di speranze e di occasioni, i fatidici 3 punti cominceranno a pesare già domenica. Tutti pensiamo che ci siano squadre più attrezzate del Milan per la vittoria dello scudetto, ma i rossoneri sono sicuramente in lizza, con un bel numero di avversari per la verità, per lottare per quel posto in Champions che nel calcio di oggi è più importante, purtroppo, di una vittoria in una competizione minore, come ad esempio la Coppa Italia. Credo che per questo che sia giusto affidarsi inizialmente a giocatori, che al di là degli schemi nuovi, ha nelle gambe meccanismi vecchi ma rodati. Mai come quest’anno sarebbe importante iniziare subito bene, per acquisire fiducia e ottimismo che possono permettere di cercare con serenità il gioco nuovo. Perciò a Udine il Milan cercherà la vittoria, senza i distinguo delle amichevoli, ma con la necessità di tornare al suo posto. Inizia la cavalcata e comincerà, ne sono sicuro, coi primi colpi del pistolero che, quando si fa sul serio, è sempre riuscito a sparare e mai a salve.

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