La promessa di Constant: “Milan, per l’Europa League rinuncio alle vacanze”

Kevin Constant

Dieci punti in quattro partite valgono bene un sogno. Il Milan di Seedorf, dopo un lungo inverno, sembra essersi risvegliato sotto il tiepido sole di primavera.

Appena in tempo, forse, per cercare di salire sul carro delle pretendenti ad una piazza europea.

A crederci, in casa rossonera, sono davvero tutti, come confermato dal terzino francese Constant, tornato protagonista con Seedorf e intervistato dal Corriere dello Sport: 

“Sicuramente c’è maggiore solidità, considerata la solidarietà anche di chi sta davanti quando si tratta di proteggere la difesaPer riconquistare il mio posto da titolare ho recitato il mea culpa. Quando sono stato messo da parte ho affrontato Seedorf e i miei compagni dicendo che tutti potevano contare su di me”.

Quindi il francese spiega:

“Sono certo di poter essere ancora molto utile a questa squadra. Penso di aver confermato quello che valgo in una fase del campionato molto complicata e delicata. Sicuramente ho ritrovato la fiducia dell’allenatore. Quando era arrivato mi aveva parlato proponendomi di giocare in posizione più avanzata. Io non ero d’accordo, volevo continuare a fare il terzino sinistro. Prima di arrivare al Milan non avevo mai giocato in questo ruolo. Mi sono adattato e penso di averlo fatto con profitto”.

Constant ammette: “Il rimpianto è quello di non essere più in Champions League. L’Atletico era alla nostra portata, come abbiamo dimostrato a San Siro e se l’avessimo eliminato, finalmente, avremmo incontrato un Barcellona meno forte degli anni precedenti.
Pur di qualificari per l’Europa League sono disposto anche a fare meno vacanze. Se partiamo prima, vuol dire che saremo pronti per l’avvio di campionato. Io sono qui da due anni e abbiamo sempre fatto fatica a iniziare. Non riesco a spiegare il motivo. Il problema è che poi non riusciamo a rientrare nei primi posti”.

Constant spiega il proprio rapporto con i connazionali Rami e Mexes:

“Ci intendiamo alla perfezione. Ma se si tratta di dirci qualche vaffa non ci sono problemi anche se siamo tutti e tre francesi. Bonera? E’ un po’ più frenato rispetto a un terzino destro tradizionale perchè copre molto bene la fase difensiva. Io posso spingere in avanti, sempre con l’obbligo di rientrare, con maggiore tranquillità perchè so che non creo problemi ai miei compagni”.

Infine ecco la chiosa, dedicata alla questione razzismo:

“In occasione del Trofeo Tim sono uscito dal campo, perchè insultato, e non avrei dovuto farlo. Non si trattava di un insulto razzista? Quando li prendono, poi hanno sempre la scusa pronta e dicono che non è vero…. Comunque mi sono convinto che non bisogna dare retta a una minoranza, non bisogna dare importanza a chi cerca di avere più visibilità. Una cosa è certa, se dovesse accadere ancora, non reagirò più. Sarò indifferente”.

 

Fonte: goal.com

foto: forzaitalianfootball.com

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