Quel che c’è di buono: Milan dove vuoi arrivare?

Fabio Conte

Cercando di cancellare questo week end dedicato alle nazionali, ma che ricorderemo sempre per il tragico sfregio a Parigi, torniamo nel quotidiano e  proviamo a fare un bilancio di questo inizio di campionato.

Quest’estate mi auguravo che il nuovo allenatore, con la sua fama di sergente di ferro, riuscisse a trasmettere alla squadra il suo carattere e la sua determinazione. Non è stato così, non ancora almeno. Evidentemente gli scarsi risultati e l’alternanza di tecnici delle ultime annate, hanno lasciato degli strascichi mentali dando spazio in alcune partite, a insicurezze e mancanza di lucidità, deleteri per gioco e classifica. Non ne son stati immuni a tratti, nemmeno i nuovi arrivati, sottolineando così che probabilmente si tratta di un problema più caratteriale che tattico che si trascina e contagia. Però qualche avvisaglia di miglioramento alla fine s’intravede, magari senza l’auspicata continuità, ma qualcosa di buono sembra lì lì per venir fuori. Magari con qualche difficoltà un modulo alla fine s’è trovato, e pare ci sia già in progetto un’alternativa, in maniera che si possa avere una certa duttilità in base agli avversari o durante le partite. La forma fisica sembra discreta e se ci son stati cali in qualche partita sono sembrati figli di una gestione tattica non ottimale, più che per mancanza di gamba. Facendo i debiti scongiuri anche gli infortuni sembrano fin qui fisiologici alle partite giocate. Purtroppo fanno eccezione i problemi di Menez e di Balotelli. Per Mario il problema, la pubalgia, probabilmente arriva da lontano, magari per postura, e probabilmente lo scarso utilizzo nella scorsa stagione può averlo acuito. La scelta di andare sotto i ferri ha sorpreso i più, evidentemente però le società, Milan e Liverpool, ma soprattutto il giocatore vogliono bruciare i tempi ed evitare lunghe, faticose  ed incerte sedute rieducative. Per il francese invece sembra proprio che la sfortuna abbia voluto accanirsi. Naturalmente il problema alla schiena deriverà anche dall’attività sportiva, ma a me ricorda il guaio all’occhio che aveva colpito Gattuso nel 2011: difforme dai soliti infortuni calcistici ma che sottrae un giocatore basilare alla squadra per tempi indefinibili. L’assenza delle giocate e delle invenzioni di Menez pesano su questo scampolo di stagione molto di più dell’apporto che avrebbe potuto dare il fantomatico “centrocampista mancante” che molti rimpiangono.  Accelerazioni, numeri e improvvisazioni che, se ben disciplinate, avrebbero sicuramente dato un tocco in più di imprevedibilità in fase di costruzione per un attacco a volte ripetitivo, aggiungendo probabilmente un certo numero di gol che, come visto l’anno scorso,  fanno parte del suo bagaglio tecnico. Speriamo tornino presto.

Nel frattempo sarebbe auspicabile che la difesa confermi di essersi assestata. Naturalmente molti dei problemi dimostrati dal reparto arretrato derivavano dallo scarso filtro tattico offerto dal centrocampo, ma le ultime partite  hanno invertito il trend che comunque rimane negativo nella differenza reti. Tra le note positive credo che ricorderemo l’esordio di Donnarumma che probabilmente accompagnerà per molti anni l’introduzione scandita alla formazione rossonera. Ricordiamo anche il crescente rendimento di Romagnoli che, punto fermo di una difesa che varia, sta dimostrando già ora di poter essere il perno centrale per il futuro e sembra poter giustificare ampiamente i milioni spesi. Anche Bertolacci pur avendo avuto un inizio difficile, tra l’altro da lui previsto, sta lentamente crescendo e speriamo che il leggero infortunio non abbia interrotto la fase di progresso, fondamentale per il centrocampo di Mihajlovic. L’elevatissimo rendimento di Bacca e il buon apporto di Luiz Adriano fanno ben sperare in avanti mentre non fa più notizia la qualità espressa da Bonaventura in ogni ruolo venga utilizzato. Essenziale il suo apporto in fase di costruzione, di cucitura, di ritmo in tutti i ruoli, con ogni modulo.

 Queste le maggiori note positive. Spero quindi che tutto quel che c’è di negativo, o meglio di migliorabile possa trovare la giusta strada, la soluzione grazie all’apporto del Mister a cui bisogna concedere anche una comprensibile fase di assimilazione e di acclimatamento societario: le pretese e le aspettative di un club come il Milan sono pressanti e bisogna avere un po’ di tempo per riuscire trovare le giuste risposte. Son sicuro che anche lui pensasse e sperasse di metterci meno tempo, ma un po’ lo scotto l’ha inevitabilmente dovuto pagare. Però adesso si entra in un momento topico della stagione: ci vuole di più, tutti, tutti devono fare meglio, bisogna alzare l’asticella, il limite. Si ricomincia da Juventus Milan: quale partita migliore per dimostrare ai tifosi rossoneri, e a tutto il campionato, che il Milan sta crescendo, sta tornado, che il Milan c’è. Con voglia, qualità e concentrazione bisognerà sfidare e magari provare a  sfatare lo Juventus Stadium per tornare a essere protagonisti, per capire dove questo Milan possa arrivare.

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