Sarà un Milan cinese, americano o.. italiano?

fabio-conte

C’erano un cinese, un americano ed un italiano. Quante barzellette iniziavano così negli anni settanta. Cambiavano i protagonisti, variavano le caratteristiche.

A volte si stava in Europa, altre volte il protagonista di una sola regione sfidava il mondo. Il veneto, il calabrese o il romano di turno (Roma e Milano erano già città-stato) di solito erano citati per ultimi, perché a loro spettava la battuta di chiusura. Le caratteristiche erano consolidate e quindi era quasi prevedibile come ragionasse un tedesco, o un francese, o come fossero messi in farsa popolazioni allora poco frequentate come indiani, russi o appunto cinesi.

Il cinese era lì (minuscolo), col suo cappellino conico, immaginato con i baffi sottili e pendenti, magari con una treccia. Oggi non son più così: l’iconografia, passata negli anni dal Mandarino alle divise col libretto rosso, descrive oggi, giovani europeizzati, od addirittura manager rampanti. Così come Lì (maiuscolo) Han, che dovrebbe ratificare domani il versamento di Lì (maiuscolo) Yonghong, che pare conosca un po’ meno l’inglese del primo, ma che sia lì (minuscolo) pronto a prendere il Milan. Oddio, pronto non proprio, almeno fin ora, visto che ha saltellato di rinvio in rinvio. C’è da dire che, malgrado gli anni trascorsi da quei raccontini, i cinesi, questi cinesi, continuano ad essere misteriosi e sconosciuti. Evidentemente una caratteristica costante. E questo ha chiesto aiuto a…

L’americano, irruente e sfrontato, magari un po’ cinico, arriva nel momento giusto –una volta si diceva alla “arrivano i nostri”- suonando la trombetta della “carica”, per salvare i coloni bloccati dai selvaggi debiti, o aiutare i cinesi a finire la ferrovia dell’avvenir. Gli americani si sa, son forti, come diceva l’Albertone nostro. Son forti economicamente soprattutto, se si parla del Fondo Elliott, un Hedge Found come dicono quelli che sanno, una copertura letteralmente. Che sia una copertura dal rischio, copertura nel senso che mettono i soldi per qualcun altro, o copertura di un’operazione che trasparente non è mai stata, non è dato sapere. Ma l’americano, si sa, non fa mai nulla per nulla: oltre agli alti interessi potrebbe pretendere per l’aiuto di oggi, l’intera carovana o un ruolo importante nella società del futuro, e diventarne, per esempio, lo sceriffo. Ma uno sceriffo di quelli spietati. Uno che sa dove vuole arrivare: recuperare il suo denaro senza guardare in faccia nessuno, né uomini, né Donnarumma.

Poi c’è l’italiano. No, non quello che dà da mangiare agli agnellini e che li salva. Non quello che ha creato un impero, economico, ma che oggi subisce pressioni da chi gli vuol succedere. Sì lo so che detta così sembra un racconto dell’antica Roma, ma siamo un po’ più a nord, nella Gallia Cisalpina. Il nostro italiano, il nome da antico romano, da imperatore, ce l’ha. E ne ha anche “le memorie” e la consapevolezza avendo, come tribuno e senatore aiutato a costruire l’impero, o almeno una parte di esso. Oggi, questo personaggio emblematico e decisivo, racconta che per la prossima battaglia potrebbe salire sull’Avventino, -leggi salotto di casa-e guardare con distacco le truppe battersi. Forse per dedicarsi alla costruzione di altre provincie o al loro coordinamento. Difficile da credere.

Insomma ci sono un cinese, un americano ed un italiano. Io la storia non so bene come vada a finire. Un po’ tragica e un po’ ridicola lo è. C’è il misterioso oriente, il crudele west, e poi c’è l’italiano che come vuole la prassi potrebbe voler dire l’ultima parola: sarà una battuta? Farà ridere di cuore, o sghignazzare sarcastici? Per essere divertente bisogna che sorprenda, mentre tutti si aspettano un closing annunciato. Speriamo in ogni caso, di sorridere domenica e nel futuro, anche se c’è il timore di qualche delusione.

Sabato, quando il sole sarà all’apice, -ora solare più, ora solare meno- ci sarà, come detto, quella “battaglia”, che potrebbe cambiare le sorti della stagione. E quando mai, i nostri saggi progenitori, avrebbero fatto una rivoluzione proprio prima della sacra pugna?

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