E se fosse il Milan di Inzaghi? Ecco i cambiamenti

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Come già anticipato da alcuni giorni, il destino di Clarence Seedorf è strettamente legato ai risultati.

Mai come in queste ore la posizione di del tecnico olandese sulla panchina del Milan è stata fortemente in bilico. In caso di duplice fallimento nelle trasferte con Lazio e Fiorentina, anche Silvio Berlusconi, il suo sponsor numero, si troverebbe costretto a prendere atto di un rendimento fortemente deficitario sotto il profilo dei risultati e vedrebbe sfumare prematuramente un investimento di due anni e mezzo a 3 milioni di euro a stagione. Pronto lo storico vice Mauro Tassotti nell’immediato, con la candidatura di Filippo Inzaghi per giugno che prende sempre più consistenza

E se arrivasse Inzaghi, cosa cambierebbe?

La nomina del tecnico che Adriano Galliani aveva propugnato al posto di quella dell’olandese dopo la cacciata di Allegri si renderebbe necessaria soprattutto per una questione economica (Prandelli o Spalletti esigerebbero uno stipendio e una campagna acquisti non proprio a buon mercato), a maggior ragione in vista di una stagione in cui i rossoneri non potranno contare sugli introiti dalle coppe europee. Un’eventualità che costringerà Galliani o il nuovo uomo mercato che la società continua a cercare asforbiciare ugualmente una rosa di 30 giocatori e con il secondo monte stipendi della Serie A che ad oggi è assolutamente insostenibile. Via dunque gli indesiderati Philippe Mexes e Robinho, rispettivamente sotto contratto fino a giugno 2015 e 2016 con 4 milioni di stipendio, in partenza anche quei giocatori che non rientrano palesemente nei piani societari come Constant, Nocerino e Matri e sempre più lontane le conferme di Silvestre, Rami, Essien e Taarabt, in particolare gli ultimi due, fortemente voluti da Seedorf a gennaio.

Un grosso punto di domanda resta Mario Balotelli, a sua volta molto legato al destino dell’attuale allenatore e, in caso di un buon Mondiale, uno dei pochi calciatori in grado di far respireare le esangui casse del club attraverso una cessione all’estero. A livello di volti nuovi, in attesa di conoscere le reali strategie di rafforzamento e sapere chi sarà chiamato a portarle avanti (se Galliani o qualcun’altro), la possibile promozione di Inzaghi in prima squadra potrebbe essere il via libera per alcuni dei volti più interessanti della sua Primavera, dal portiere classe 1996 Stefano Gori, da affiancare ai più esperti Abbiati e Agazzi, al promettente terzino ungherese Tamas (18), fino alle due stelle del centrocampoAndrej Modic e lo sloveno Zan Benedicic.

 

Fonte: calciomercato.com

foto: it.facebook.com

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