Si lavora a Casa Milan

Fabio Conte

Passando sul ponte della Ghisolfa si vede bene, incastonato tra altri palazzi assicurativi, ma si vede. Un parallelepipedo irregolare, quasi un triangolo, con la scoscesa ipotenusa sormontata da sagome di piccoli giocatori e colorato da cerchi rossoneri .

Casa Milan, nel cuore del Portello, di fronte alla spianata metafisica di piazza Gino Valle, in un pomeriggio assolato riflette a specchio, come tanti palazzi moderni, senza lasciare intravedere niente nelle sue stanze condizionate. Eppure è lì che si ritrovano, lavorano e progettano i dirigenti rossoneri. Che non sono freddi burocrati, né prezzolati orientali o sanguigni ex-osservatori. Non lo sono più. Oggi ci sono pezzi di cuore e di storia che cercano la strada da tanto tempo perduta, la via per ritornare alla vittoria. Il lavoro sarà lungo, ancora una volta, ma forse i primi segnali positivi si possono leggere nella mancanza di proclami.

Così, chi si sentiva spaesato dalla non ufficialità di dirigenti e allenatore è stato spiazzato dall’acquisto a inizio settimana di Rade Krunic, solido centrocampista dell’Empoli del quasi miracolo, che è approdato al Milan al prezzo contenuto di 8 milioni. Non è stato preso né da Maldini né da Massara, senza l’intervento di Boban e forse col gradimento di Gianpaolo. È stato preso dal Milan. Vuol dire che dietro le vetrate a specchio, senza promesse roboanti, cercando pedine di sostanza e di crescita, all’interno di casa Milan si lavora, si progetta, si programma. E si agisce. Perché se altri acquisti e qualche necessaria vendita avranno bisogno di tempi più lunghi questa trattativa è stata rapida ed efficace, prerogative che si attribuivano a Leonardo ma che forse sono caratteristiche della proprietà.

Essere Maldini o chiamarsi Boban per i tifosi milanisti è garanzia di serietà e storia. Zvonimir, ha sempre dimostrato un’attenzione per i colori rossoneri sfociata talvolta in critica aspra, dovuta alla grandi aspettative disattese in questi anni. Paolo addirittura ha preferito tenere le distanze morali e geografiche dalle vicende delle ultime stagioni. La considerazione internazionale per i due ex capitani delle proprie nazionali, permetterà di entrare in contatto con gl’interlocutori, che siano di mercato con l’ausilio di Ricky Massara o con i burocrati dell’Uefa, con una rendita di prestigio che non potrà non essere considerata.

Marco Giampaolo è atteso al varco dai tifosi rossoneri. Dovrà farsi largo tra l’affetto per Rino Gattuso e la sua storia. Dovrà offrire qualità di gioco, richiesta imprescindibile tra i milanisti. Dovrà migliorare la fase realizzativa che negli ultimi anni è sopravvissuta con rare opportunità create per le punte. Dovrà dunque convincere e possibilmente vincere. Il contrario di quello che chiede la Juve a Sarri. Il tecnico toscano è stato lo sponsor di Gianpaolo per sostituirlo sulla panchina dell’Empoli e da Empoli era in predicato di venire al Milan, sostenuto da Galliani, prima che la scelta cadesse su Montella. L’esperienza di questi anni alla Sampdoria lo avrà maturato, permettendogli di arrivare al Milan nel suo momento migliore. Maldini ne è convinto e spero lo siano presto anche i tifosi rossoneri.

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