Siamo martiri della Fede Rossonera

Paolo Vinci

Carissimi Tifosi Rossoneri,

Martiri della Fede Rossonera, Ultimi dei Mohicani della sofferenza, Vi scrivo questo “Editoriale” con la consapevolezza di trovarci, Tutti quanti uniti nello stesso “Credo Pallonaro”, al risveglio da un bruttissimo sogno, infranto, prima ancora da un Napoli stellare, da…noi stessi.

Tutti.  Giocatori, Allenatore, Società.

E’ il momento più basso dell’ultimo ventennio. Ancor peggio dei pur imbarazzanti trascorsi con le ultime conduzioni di Seedorf (lo si rimpiange? Quante Verità nascoste, le sue, che stanno emergendo ora!) e del debuttante Inzaghi. Perché, effettivamente – e non solo numeri alla mano – si sta facendo peggio. Molto peggio, dopo una campagna acquisti che ha sfiorato i 90milioni (ripeto, novanta milioni!) di investimenti, mal calibrati sull’attacco, allorquando bisognava investire in difesa (bene solo Romagnoli, ma non basta) e soprattutto per un centrocampo, fatto da mezzi giocatori, spesso fuori ruolo, dalla tempra fragile ed inconsistente.

Il Mister appare oggi spaesato, non in grado di capire quale sia l’antidoto giusto per sbloccare e soprattutto motivare una ciurma di uomini allo sbando, mai in grado di fare un discorso calcistico costante e con continue raccapriccianti amnesie, una ciurma in grado di entrare in campo compassata e distratta e di offrire agli avversari, su un piatto d’argento, l’opportunità di sbloccare il risultato, senza mai, poi, riuscire a recuperarlo.

E’ accaduto a Genova.

E’ accaduto ieri sera contro un Napoli ben messo in campo da Sarri che ha letteralmente asfaltato la compagine Rossonera, vincendo di goleada (era dall’agosto 2009 che il Milan non incassava un risultato così eclatante al “Meazza”).

Parlare della partita e dei singoli è ultroneo.

Tutti bocciati.

Irrimediabilmente.

Senza attenuanti.

Un centrocampo inconsistente, non in grado di proteggere una labile difesa e meno che mai di innescare le due punte, peraltro spuntate e non in grado di aggredire gli spazi. Non si è visto mai un passaggio in profondità, nè un’apertura degna di tal nome; soprattutto mai un fraseggio lineare, avvolgente ed interessante. Poi, al primo errore (e che errore!) il Napoli colpisce e si comprende bene già allora che questa squadra, con i meandri psicologici labili, non avrebbe giammai recuperato!

La psicologia, appunto.

Sinisa ha scomodato Freud, nella conferenza postpartita.

Non riesce a comprendere quali siano  le ragioni dei “vuoti mentali” che colpiscono i giocatori.

Un giornalismo struggente di un’altra epoca, meravigliosa e lontana, parlava di “streghe” che si annidavano nella mente del calciatore.

E’ proprio così!

Con una differenza sostanziale: qui le streghe si annidano nella mente di tutti e divengono un moto collettivo di autodistruzione.

Un moto forse irrisolvibile?

Ci deve rispondere  il Tecnico.

Al più presto.

Il suo tempo è scaduto.

Un abbraccio, Cari Tifosi Rossoneri e non.

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