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MILAN : IL TIRO AL PICCIONE

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Per quanto sia difficile e solo per amor di verità e di cronaca, vorrei provare a scrivere, in un momento, sicuramente drammatico per il nostro Paese, di questioni socialmente meno importanti, forse addirittura frivole, come ad esempio può esserlo la crisi societaria del Milan, una bazzecola rispetto a tutti gli avvenimenti che stanno sconvolgendo la vita di molte persone dall’inizio dell’emergenza sanitaria da COVID-19.

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Milan: il sergente Gazidis ha cacciato Zorro

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Seguire il calcio in tempi di corona virus è diventato un esercizio complicato e ricco di polemiche. Questo perché, per lo sport o nel quotidiano, gli eventi e le notizie sono incalzanti, i pareri discordi e le soluzioni in divenire.

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ELLIOTT, IL LILLE E IL MILAN

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Troppo spesso, ho sentito parlare della presenza di Elliott nel mondo del calcio in modo surreale. Tanti, forse troppi, purtroppo, utilizzando il sistema mediatico, che tutt’ora ha maggiore impatto sugli utenti in Italia, cioè la TV. Naturalmente fiumi di parole insensate si sono riversate anche su carta stampata, web e radio. Troppo spesso ho sentito utilizzare le frasi “proprietà inesperta” o “gioco del calcio sconosciuto alla proprietà” per giustificare i pessimi risultati del Milan e scelte discutibili di mercato e dirigenziali, nel tentativo di nascondere sotto il tappeto, come polvere, quel “bipolarismo” e quella faida interna fra correnti contrapposte che dal luglio 2018 condizionano negativamente l’ambiente. Eppure, proprio nel 2018, Elliott aveva iniziato a dettare la linea del Lille per la rinegoziazione del debito fino a salvarlo dal fallimento, prendendone il controllo e imponendo Luis Campos a capo del mercato e delle scelte dell’area tecnica, puntando sulle indubbie qualità manageriali del portoghese. Luis Campos che fu protagonista della rinascita del Monaco, che arrivò al titolo di Francia soffiato agli sceicchi del PSG e che arrivò fino alle semifinali della Champions League 2017. Proprio indicando il Lille come esempio da seguire a modello gestionale, mi chiedevo come mai sparisse dai radar dell’informazione italiana, senza venir mai accostato a Elliott, attribuendo da parte mia, il tutto ad un preciso disegno. Le parole di quest’oggi di Gerard Lopez, intervistato dal Financial Times, andrebbero lette e analizzate, soggette ad un dibattito approfondito. Non tanto sulla volontà da parte della Elliott Management Corporation di vendere il Milan, cosa che fu detta a chiare lettere all’assemblea soci 12 mesi fa, stimando entro un quinquennio il tempo utile a risanamento e cessione, semmai sulle dinamiche delle nomine fatte in chiave dirigenziale e su alcuni proclami fatti da Paolo Scaroni dopo la nomina alla presidenza del club rossonero, subentrando dal Cda della gestione di Yongong e Han Li, prima dell’insediamento dell’amministratore delegato Ivan Gazidis, datato 5 dicembre 2018. Proclami che hanno portato eccessivo entusiasmo e confusione nella tifoseria, soprattutto in assenza di una comunicazione efficace. Proclami alimentati anche da certa stampa, probabilmente doppiogiochista, nonchè dalla consueta “propaganda”.
Di seguito le parole di Gerard Lopez al Financial Times :
“Elliott ha finanziato il Milan per venderlo successivamente a una terza parte. Invece ha finanziato il Lille per iniziare un programma di investimento nei giocatori, creando valore, vendendone alcuni, ma tenendone altri, per far crescere il Lille, credendo nella bontà del modello di business francese. Il Lille ha realizzato un guadagno netto dai trasferimenti di 200 milioni negli ultimi due anni. Se non siamo i più bravi al mondo, siamo nei primi 4-5 club”.
Fu proprio la bontà del progetto francese e la sorprendente qualificazione alla Champions League 2019-20 a dissuadere la proprietà, dopo circa un mese di trattative serrate, a cavallo fra aprile  e maggio 2019, dal nominare Luis Campos a capo dell’area tecnica del Milan.
Lille, che tra l’altro, è in corsa per ripetere quest’anno l’exploit della stagione 18-19. Questo, nonostante lo smantellamento del reparto d’attacco e la cessione di Pepè e di Rafael Leao e proprio l’ipervalutazione di Leao, venduto guarda caso al Milan, per 30 milioni+Djalo e di una cospicua percentuale sulla futura rivendita, ha permesso al Lille di acquistare a metà del prezzo di cessione del portoghese, il nigeriano Victor Osimhen(14 gol in 26 partite ufficiali quest’anno) dal Wolfsburg, giocatore segnalato nel gennaio 2019 da Moncada(ex collaboratore di Campos al Monaco) ai responsabili di mercato del club di via Aldo Rossi. Coincidenze?

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Milan: nuove responsabilità per Boban e Maldini

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Il Milan torna da Roma con le ossa rotte, con l’ennesima sconfitta e senza sembrare di poter invertire la rotta di questa malaugurata stagione.

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Milan: un bilancio di crescita, ineleganza e ricordi confusi

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Centoquarantacinque milioni di deficit sono lunghi da scrivere e ancor di più da valutare.

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Giampaolo tra integralismo e duttilità

Db Milano 31/08/2019 - campionato di calcio serie A / Milan-Brescia / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Marco Giampaolo

Sono reduce dalla trasferta finlandese della Nazionale, nella graziosa Tampere, dove la squadra guidata dal ct Mancini ha ipotecato la qualificazione agli Europei e, con tutta probabilità, al primo posto del girone.

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Milan: l’esperienza dei giovani

Bennacer

Finito il mercato, finiti sogni. Le fantasie dei milanisti però non hanno fatto voli pindarici frenate dal FFP, schiacciate dal debito, legate alla programmazione sui giovani e zavorrate dalle mancate vendite. E sì, perché nel mercato c’è gente che compra accendendo le speranze dei tifosi, ma di conseguenza c’è chi vende, o chi ci prova.

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Milan: le fil rouge

Fabio Conte

C’è poco d’inaspettato nella sentenza del Tas di Losanna sulla squalifica del Milan dalla prossima edizione dell’Europa League.

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Milan: vincere per cantare

Fabio-Conte

La Coppa Italia va alla Lazio, che aveva eliminato sia Milan che Inter. Vincendo la settima, solo Juve e Roma ne hanno di più, la squadra di Simone Inzaghi si qualifica per l’Europa League, approdo sicuro a un discreto bonus da parte dell’Uefa.

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Milan: ritorna Maldini, ritorna l’orgoglio

Fabio Conte

Assistere alla conferenza di presentazione di Maldini è stata una contraddizione in termini. Maldini non si deve presentare, Maldini è il Milan, è stato il Milan, sarà il Milan.

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La rivoluzione rossonera

Fabio Conte

Una settimana, una vita. Ci siamo lasciati sette giorni fa qui, su Milanorossonera e in una sola settimana la Milano rossonera è risorta, rinata, rivoluzionata.

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Per il bene del Milan

Fabio-Conte

La partita sul futuro del Milan sembra una di quelle gare indecifrabili con rovesciamento di fronte, emozioni che risulteranno positive solo se alla fine si vincerà, se vincerà il Milan.

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