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Milan: Gigio il grande!

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Ieri il portiere del Milan Donnarumma ha commesso, indubbiamente, un errore enorme e soprattutto fatale, ma mi piacerebbe soffermarmi non tanto sullo scivolone, ma bensì sulla reazione avuta dal lungo portiere di Castallamare di Stabia.

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Le pagelle di Milan-Udinese 3-2: Primo tempo senza attributi, secondo di cuore e grinta

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E’ un Milan a due facce. Nel primo tempo, brutto, disordinato, senza grinta e inconcludente. Nel secondo tempo, grazie all’ingresso di Rebic, i rossoneri sono cresciuti in maniera esponenziale ed hanno iniziato a creare occasioni da gol. Da sottolineare come Samu Castillejo abbia dato imprevedibilità, velocità e grinta alla formazione di Mister Pioli.

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI : DUJE CALETA-CAR (OLIMPIQUE MARSEILLE)

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Difensore centrale granitico. Forte fisicamente e veloce nonostante l’1,92 cm di altezza. Duje è cresciuto nel Sibenik, fu acquistato giovanissimo dagli austriaci del Pasching e poi venduto al Red Bull Salisburgo nel gennaio 2015 dopo un breve periodo al Liefering. Nel club della Red Bull, la sua crescita è stata costante e il suo talento è esploso fino ad attirare l’attenzione di diversi club europei, ma, nel luglio 2018, fu l’Olimpique Marseille più lesto ad accaparrarselo. Ha iniziato la lunga trafila nelle nazionali giovanili croate partendo dalla under 17, con cui esordì nel settembre 2012, fino alla under 21 con cui esordì nel novembre 2014. 23 anni compiuti a settembre, precisamente il 17, vanta 5 presenze nella nazionale maggiore croata con cui ha esordito nel giugno 2018. In questa stagione conta 18 partite ufficiali e una rete messa a segno. Già 210 partite ufficiali da professionista in carriera con squadre di club e 5 gol all’attivo. Il suo contratto scade nel 2023.

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Le pagelle di Milan-Spal C.I. 3-0: 4-4-2 da certezze

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Il Milan vince dominando contro una modesta Spal. Da sottolineare come il 442 ha dato solidità e certezza a tutta la squadra allenata da Mister Pioli.

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Milan: un ritorno fondamentale

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Finalmente è tornato! No, non mi riferisco al ritorno di Ibra, né al cambiamento di modulo.

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ELLIOTT, IL LILLE E IL MILAN

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Troppo spesso, ho sentito parlare della presenza di Elliott nel mondo del calcio in modo surreale. Tanti, forse troppi, purtroppo, utilizzando il sistema mediatico, che tutt’ora ha maggiore impatto sugli utenti in Italia, cioè la TV. Naturalmente fiumi di parole insensate si sono riversate anche su carta stampata, web e radio. Troppo spesso ho sentito utilizzare le frasi “proprietà inesperta” o “gioco del calcio sconosciuto alla proprietà” per giustificare i pessimi risultati del Milan e scelte discutibili di mercato e dirigenziali, nel tentativo di nascondere sotto il tappeto, come polvere, quel “bipolarismo” e quella faida interna fra correnti contrapposte che dal luglio 2018 condizionano negativamente l’ambiente. Eppure, proprio nel 2018, Elliott aveva iniziato a dettare la linea del Lille per la rinegoziazione del debito fino a salvarlo dal fallimento, prendendone il controllo e imponendo Luis Campos a capo del mercato e delle scelte dell’area tecnica, puntando sulle indubbie qualità manageriali del portoghese. Luis Campos che fu protagonista della rinascita del Monaco, che arrivò al titolo di Francia soffiato agli sceicchi del PSG e che arrivò fino alle semifinali della Champions League 2017. Proprio indicando il Lille come esempio da seguire a modello gestionale, mi chiedevo come mai sparisse dai radar dell’informazione italiana, senza venir mai accostato a Elliott, attribuendo da parte mia, il tutto ad un preciso disegno. Le parole di quest’oggi di Gerard Lopez, intervistato dal Financial Times, andrebbero lette e analizzate, soggette ad un dibattito approfondito. Non tanto sulla volontà da parte della Elliott Management Corporation di vendere il Milan, cosa che fu detta a chiare lettere all’assemblea soci 12 mesi fa, stimando entro un quinquennio il tempo utile a risanamento e cessione, semmai sulle dinamiche delle nomine fatte in chiave dirigenziale e su alcuni proclami fatti da Paolo Scaroni dopo la nomina alla presidenza del club rossonero, subentrando dal Cda della gestione di Yongong e Han Li, prima dell’insediamento dell’amministratore delegato Ivan Gazidis, datato 5 dicembre 2018. Proclami che hanno portato eccessivo entusiasmo e confusione nella tifoseria, soprattutto in assenza di una comunicazione efficace. Proclami alimentati anche da certa stampa, probabilmente doppiogiochista, nonchè dalla consueta “propaganda”.
Di seguito le parole di Gerard Lopez al Financial Times :
“Elliott ha finanziato il Milan per venderlo successivamente a una terza parte. Invece ha finanziato il Lille per iniziare un programma di investimento nei giocatori, creando valore, vendendone alcuni, ma tenendone altri, per far crescere il Lille, credendo nella bontà del modello di business francese. Il Lille ha realizzato un guadagno netto dai trasferimenti di 200 milioni negli ultimi due anni. Se non siamo i più bravi al mondo, siamo nei primi 4-5 club”.
Fu proprio la bontà del progetto francese e la sorprendente qualificazione alla Champions League 2019-20 a dissuadere la proprietà, dopo circa un mese di trattative serrate, a cavallo fra aprile  e maggio 2019, dal nominare Luis Campos a capo dell’area tecnica del Milan.
Lille, che tra l’altro, è in corsa per ripetere quest’anno l’exploit della stagione 18-19. Questo, nonostante lo smantellamento del reparto d’attacco e la cessione di Pepè e di Rafael Leao e proprio l’ipervalutazione di Leao, venduto guarda caso al Milan, per 30 milioni+Djalo e di una cospicua percentuale sulla futura rivendita, ha permesso al Lille di acquistare a metà del prezzo di cessione del portoghese, il nigeriano Victor Osimhen(14 gol in 26 partite ufficiali quest’anno) dal Wolfsburg, giocatore segnalato nel gennaio 2019 da Moncada(ex collaboratore di Campos al Monaco) ai responsabili di mercato del club di via Aldo Rossi. Coincidenze?

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: PIERRE EMILE HøJBJERG – SOUTHAMPTON

HUDDERSFIELD, ENGLAND - DECEMBER 22:  Pierre-Emile Hojbjerg of Southampton FC applauds the crowd after the Premier League match between Huddersfield Town and Southampton FC at John Smith's Stadium on December 22, 2018 in Huddersfield, United Kingdom.  (Photo by Chris Brunskill/Fantasista/Getty Images)

25 anni da compiere ad agosto, precisamente il 5, per il capitano dei “Saints” allenati da Claude Puel. Cresciuto nel vivaio del Brondby e acquistato a soli 16 anni dal Bayern Monaco nel 2012, l’ex stellina, dopo i prestiti ad Augsburg e Schalke 04, ha trovato spazio e definitiva consacrazione nel Southampton, che lo prelevò dal Bayern per 15 milioni di euro nel 2016. Il suo esordio nella nazionale maggiore danese è datato maggio 2014 e giunse per Pierre-Emile dopo aver vestito tutte le maglie delle nazionali giovanili danesi, a partire da quella della dalla under 16 fino ad arrivare alla under 21. Nella nazionale maggiore danese ha finora totalizzato 33 presenze mettendo a segno 3 gol. Bravo negli inserimenti, potente e dotato di un buon tiro dalla distanza. Centrocampista centrale completo. 24 presenze ufficiali quest’anno e 1 gol all’attivo con la maglia del Southampton. 242 partite da professionista nelle competizioni per club condite da 19 reti e 14 assist. La sua procura è gestita da Soren Lerby, grande centrocampista danese degli anni 80. Il suo contratto scade nel giugno 2021 e c’è da scomettere che non saranno in poche le società a contendersi quello che potrebbe essere un buon affare nel rapporto qualità prezzo.

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Le pagelle di Cagliari-Milan 0-2: Pioli trova la quadra?

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Finalmente una squadra quadrata in campo. Il Milan di Pioli si affida allo “scolastico” 442 e esalta la presenza di Zlatan Ibrahimovic e Rafael Leao.

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CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: NIKOLA VLASIC – CSKA MOSCA

MOSCOW, RUSSIA - OCTOBER 02: Nikola Vlasic of PFC CSKA Moscow celebrates after scoring a goal during the Group G match of the UEFA Champions League between CSKA Moscow and Real Madrid at the Luzhniki Stadium on October 02, 2018 in Moscow, Russia. (Photo by Epsilon/Getty Images)

NIKOLA VLASIC – CSKA MOSCA

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Poco Milan per Ibrahimovic

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Il Milan non si è nascosto dietro le ampie spalle di Ibrahimovic come paventava Boban, non ci è proprio riuscito.

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Il Milan nel Fondo: serve Zlatan!

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Ventuno anni fa il Milan di Capello prendeva 5 gol dalla Roma all’Olimpico. Non si può dire che quello stadio gli portasse bene in quel periodo visto che, solo quattro giorni prima, subiva la sconfitta per 1-3 contro la Lazio che gli costava la Coppa Italia pur avendo vinto, con molta fortuna, la finale di andata grazie a un gol di Giorgione Weah al 90’.

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Disastro Milan

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E’ inutile filosofeggiare, questa squadra è stata costruita male e pensata peggio. Mediocrità in tutti i reparti a partire da una dirigenza probabilmente non ancora adeguata.

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