Un derby da non rivedere

Fabio Conte

Uscire dallo stadio imbattuti e con un punto di vantaggio, ovvero incazzati. Questo era lo stato d’animo mio e son sicuro di tanti tifosi rossoneri, dopo il derby di domenica sera.

Il derby, la supremazia cittadina di questa tribolata stagione era, secondo me, l’unico traguardo perseguibile dalla squadra di Inzaghi. Lontana la possibilità di raggiungere un posto in Europa e legata al destino di altre squadre che han fatto meglio, l’occasione di stabilire con chiarezza chi meritasse l’ambita palma di “meno peggio” in una delle stagioni più inconcludenti per le squadre Milano, è stata conquistata da un Inter in formazione rimaneggiata e che recrimina anche per qualche decisione arbitrale sfavorevole. In questo scenario i rossoneri si son visti una ventina di minuti sul finale del primo tempo, senza comunque fare nulla di trascendentale, mentre nel secondo tempo sono stati presi a “pallettate” dai nerazzurri che han portato al tiro praticamente tutti, trovando un Diego Lopez ispirato ed una discreta dose di sfortuna. Insomma nella serata che doveva sancire la crescita della squadra, quando si doveva dimostrare, liberi di testa da impegni e ambizioni, di esser bravi a giocare di essere migliori dei cugini, si è fallito. Eh sì, perché si può parlare già oggi del fallimento di una stagione che doveva essere del riscatto, o della rinascita almeno, ed invece  si sta rivelando una delle peggiori della storia del Milan di Berlusconi. Pippo – non Super come allenatore – Inzaghi è sul banco degli imputati.  La squadra non ha gioco, è vincolata alle invenzioni di Menez, sta bruciando, o quantomeno ridimensionando giocatori che in altre realtà avevano fatto bene, e che dimostrano comunque limiti caratteriali. L’unico vantaggio che derivava dalla scorsa stagione era quello di non avere impegni settimanali, potendo quindi cercare una brillante forma fisica, cosa mai vista quest’anno e costantemente assente, da cui i cali spesso avvenuti nei secondi tempi. Né aiutano il morale del povero tifoso rossonero, i commenti di fine gara dove Inzaghi si appella a velleitarie e sparute occasioni non realizzate, che ai suoi occhi devono apparire come palle vaganti in area di rigore quando lui giocava. Le immaginifiche descrizioni della gara vista dalla panchina rossonera hanno ormai rivelato le gambe corte, e stancato anche i più distratti. Mai un’ammissione d’errore, mai un mea culpa. L’unico cambiamento nel refrain dell’allenatore rispetto alle dichiarazioni di inizio stagione è nel non ricordare da dove siamo venuti, perché è lì che siamo e in questo limbo rimarremo anche quest’anno. Dispiace perché, al di là della gestione mediatica, Pippo è una persona seria e impegnata totalmente nel cercare un bandolo introvabile, è un pezzo di cuore rossonero. Ma come allenatore deve fare ancora tanta gavetta, a mio modo di vedere. Se la scelta di Inzaghi come allenatore è stata evidentemente avventata; sarà dovere della società cercare subito una soluzione che permetta nella prossima stagione di intravvedere almeno un progetto di crescita, una strada per tornare grandi, oltre naturalmente una rosa migliorabile, e molto. Chi metterà i soldi non è ancora dato sapere e sicuramente questa incertezza non aiuta sia la squadra che i tifosi. Personalmente credo che, almeno nel breve, non ci saranno stravolgimenti nella gestione del mercato, ma speriamo possano esserci le finanze necessarie per riprendere la via della rinascita. Lo aspettano i tifosi e se lo augurano ne son certo anche i giocatori, o almeno qualcuno tra loro,  che faticano a ritrovarsi in una situazione così lontana dai piazzamenti di vertice e con poche certezze in campo. Il Milan deve tornare a comandare il gioco, o il giuoco col dittongo, come ama appunto Berlusconi. Anche nei derby peggiori i rossoneri facevano gioco e l’Inter agiva di rimessa. E’ triste vedere un derby così, vogliamo che torni il sorriso. Con lo zafferano o alla cantonese, Arborio o Basmati basta che torni il sor-riso ai tifosi del Milan!

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