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EDITORIALE DEL GIORNO
Dalla preparazione ai giocatori: questi i cambiamenti più urgenti a cui porre rimedio
La testa soltanto a martedi: è questa l’unica spiegazione della sconfitta maturata a Udine.
Senza dubbio la partita di Champions League ricopre un’importanza altissima, e anche per questo molti giocatori sono rimasti ai box senza scendere in campo piuttosto che giocare uno spezzone di gara.
Dilapidare però punti e vittorie in campionato non è comunque un aspetto positivo: ormai è assodato che l’anno prossimo la Champions il Milan la guarderà in televisione, ed è altrettanto chiaro che l’Europa League nessuno la vuole disputare, ma un poco di continuità non è poi una richiesta troppo gravosa.
A preoccupare o, meglio, a far riflettere è la preparazione atletica: sono ormai anni che i rossoneri non ne compiono una all’altezza ma quella di inizio stagione lascia dubbi preoccupanti. Ogni squadra che il Milan incontra va a velocità tripla, e bisognerà tenerne conto a giugno; un po’ meno palestra e un po’ più corsa e resistenza non farebbe male.
In ultimo, ma non meno importante, va ribadito che a fine campionato molti giocatori dovranno preparare le valigie e dirigersi verso altri lidi: troppi elementi non meritano di vestire la casacca rossonera, troppi professionisti non hanno la minima voglia di dare il loro contributo alla causa rossonera, e chi ha visto la partita di Udine – e sa capire il gioco del calcio – ha potuto prenderne atto.
Serve una giusta rivoluzione, lasciando però la società in mano al Presidente Berlusconi e la squadra a Mister Seedorf, dopodiché solo sostituendo giocatori di secondo livello con calciatori più seri e con più fame, oltre che veri professionisti, il Milan potrà tornare a incutere timore e a vincere in Italia, in Europa e nel Mondo.
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