Monza-Milan: La banda Inzaghi in evoluzione

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E’, quella di Monza, l’ultima uscita del Milan prima della partenza transoceanica (martedì) che porterà Filippo Inzaghi e i suoi ragazzi negli States dove, in quattro gare contro squadre ben più blasonate e dal “pelo lucido”, si giocherà la Guinnes International Cup.

Ma veniamo a noi e alla gara con i biancorossi brianzoli di mister Pea. E’ un discreto Milan quello che Superpippo propone, nel primo tempo al “Brianteo”, anche se ancora visibilmente appesantito dai carichi di lavoro cui il tecnico piacentino e il suo staff ha sottoposto i ragazzi fin dalle prime ore di ritiro in quel di Milanello. Certo, in questo periodo di preparazione non si possono ovviamente pretendere meraviglie ma almeno qualcosa di tangibile sul piano dell’atteggiamento e della grande volontà Pazzini e compagni la fan vedere mentre sotto il profilo del gioco, del movimento in campo, dei fraseggi ancora non ci siamo.

E’ pur vero che il primo tempo si chiude senza reti ma i rossoneri si sono costruiti almeno tre-quattro occasioni nitide per passare in vantaggio e una di queste, una rovesciata di El Shaarawy, ha letteralmente mandato in sollucchero, con gridolini di approvazione, i pochi intimi che assiepavano gli spalti dell’impianto monzese. Un Milan che si rispetti, però, avrebbe dovuto – vista la differenza di valori in campo – aver già messo la parola “fine” a questo incontro; invece no, si vuole regalare adrenalina e quel pizzico di iracondia cui il popolo rossonero non sa e non può fare a meno. Al ritorno in campo solita girandola di sostituzioni; il copione però è lo stesso così come identica è la recita! E’ comunque un Milan che fatica anche se si danna l’anima nel tentativo di trovare il bandolo della matassa di un gioco che non decolla: tanti (forse troppi…) gli errori di misura in disimpegno, poca la lucidità sotto rete. D’accordo che c’è tempo per lavorare ma l’America ci aspetta e non è lecito fare figuracce.

NOTE LIETE E MENO LIETE – Decisamente sopra le righe la prestazione di Brian Cristante davanti alla difesa. Il “primavera”, ha svolto un lavoro da “metronomo” in modo ben più che egregio sia in fase di interdizione che di ripartenza facendo “girare” il pallone con saggezza, intelligenza e senza sbavature. Discretamente bene anche Saponara nel ruolo di trequartista con licenza di inserirsi negli spazi che di volta in volta gli si aprivano dinanzi per il movimento “a giro” degli attaccanti, Pazzini in particolare. Una citazione di merito per il baby Mastour: col pallone fra i piedi è davvero un fenomeno. Deve però imparare a giocare più per la squadra che per se stesso. Ma è davvero un Messi in miniatura… Per il resto nulla di particolare sul taccuino degli appunti se non la prestazione leggermente più confortante – ma non più di tanto, sia chiaro… – di Alex. Il gigante ex Psg sta pian piano trovando la condizione ma sbaglia ancora molto soprattutto le cose “semplici”. Nota di demerito, nonostante il gol, per un Niang impalpabile.

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FONTE ACMILAN.COM

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