Focus on: Ecco chi è Adel Taarabt …

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Croce e delizia, genio e sregolatezza, un talento purissimo intrappolato dantescamente nell’anticamera del paradiso del calcio da un ego che gli ha fin qui tarpato le ali, costringendolo a rimandare un destino che sembrava già scritto nelle stelle: a 24 anni Adel Taarabt compie finalmente il grande salto, arrivando in una delle big storiche del calcio europeo. E’ il Milan che ha deciso di scommettere sul fantasista marocchino, sedotto e abbandonato negli anni scorsi da Arsenal, Manchester United e soprattutto Psg, la società che più di tutte sembrava disposta a investire sul funambolo di Fes.

UN ARTISTA DI STRADA – Cresciuto nel settore giovanile del Lens, uno dei più floridi di Francia, Il nome di Taarabt è finito sin dagli esordi nella categoria ‘potenziali fenomeni’. Ve l’avevamo presentato nel 2011, quando era finito sull’agenda di Juventus e Lazio, ma le aspettative su di lui sono altissime sin dal debutto in Ligue1 con i ‘sang et or’ nel 2006.

Al suo approdo al Tottenham nel 2007 l’allora manager Martin Jol si sbilanciò tirando in causa una delle icone della storia degli Spurs: “Palla al piede, penso che in Inghilterra non ci sia nessuno con il suo talento. E’ un mago, se imparerà a giocare con gli altri sarà il nostro Ginola”. Col tempo i paragoni si sono sprecati: da ‘nuovo Zidane’ a ‘Cristiano Ronaldo marocchino’, passando per il commento di Redknapp, che nel 2011, quando Adel era in prestito al QPR, dichiarò di rivedere in Taarabt “il talento di Paolo Di Canio”, con lui al West Ham agli albori del Duemila. Solo pochi mesi fa Jol è tornato alla carica, alzando il tiro: “E’ un talento ‘alla Maradona’, è unico”. Dal canto suo Adel ha sempre ammesso di essere cresciuto nel mito di Zizou e Cantona.

Dribblomane incallito, da raffinato esteta Taarabt non ha mai fatto nulla per celare quell’innata predisposizone alla giocata ad effetto: colpi di tacco, tunnel, rabone, no-look pass e ‘trivele’ (‘tricks’ eredità di un’infanzia trascorsa sui campetti di strada a Berre-l’Étang, a pochi chilometri da Marsiglia) sono all’ordine del giorno per quello che è indiscutibilmente uno dei giocatori più spettacolari del panorama europeo.

Il ‘vizio’ di colorare ogni azione con effetti speciali abbaglianti ma talvolta non strettamente necessari è uno dei punti sui quali deve certamente lavorare, senza soffocare quel geniale istinto che ha fatto innamorare i tifosi del Queens Park Rangers, club nel quale ha disputato le sue migliori stagioni da professionista.

TAARABT IS TOO GOOD FOR YOU – Taarabt d’altronde ha scritto una delle pagine più liete della storia recente degli ‘Hoops’ trascinando la squadra alla promozione dalla Championship alla Premier League nella stagione 2010/2011 con un rendimento stellare: i 19 goal e 23 assist in 44 partite hanno reso più che scontato il premio di ‘Miglior giocatore della Football League’. Per i tifosi del QPR era una semi-divinità, da osannare con un coro scritto ad arte sulle note de “La donna è mobile” di Verdi, poche parole (impresse anche su magliette vendutissime) che fotografano la marcata superiorità di Adel sugli avversari: “Taarabt’s too good for you”, è troppo forte per voi…

Una venerazione che è andata via via scemando negli anni successivi, a causa del rendimento discontinuo del giocatore, delle difficoltà del QPR e dei tanti, troppi dissidi con tecnici e compagni di squadra, indispettiti dai comportamenti non sempre irreprensibili del marocchino. Indimenticabile la volta in cui, dopo esser stato sostituito all’intervallo durante un Fulham-QPR, venne beccato alla fermata dell’autobus da alcuni tifosi prima di andare in un pub della zona, il tutto durante il secondo tempo della partita, persa dai biancoblù per 6-0…

Tra ritardi e colpi di testa, il fantasista marocchino colleziona multe ed esclusioni punitive, scontrandosi prima con Warnock (che alternando bastone e carota si è rivelato fondamentale per la sua crescita calcistica), poi con Hughes e infine con Redknapp, fino all’inevitabile divorzio con il ritorno degli Hoops in Championship e il passaggio in prestito al Fulham. A portarlo a Craven Cottage è l’ex mentore Jol, che però a dicembre viene esonerato, lasciando l’incarico a Meulensteen, ex assistente di Ferguson e Hiddink.

LEONE RIBELLE – A dir poco tribolato è stato anche il suo rapporto con la Nazionale: marocchino di nascita ma cresciuto in Francia (per questo in possesso di passaporto comunitario), Adel ha optato per i ‘Leoni dell’Atlante’ dopo aver indossato la maglia dei Bleus fino all’Under 18. Il tormentato rapporto con gli ex ct Gerets e Taoussi lo ha portato a rinunciare alla Nazionale per oltre un anno, ma ad Ottobre del 2013, dopo essersi scusato per aver insultato Taoussi, reo di averlo escluso dalla lista per la Coppa d’Africa, è tornato a indossare la maglia rossoverde nell’amichevole contro il Sud Africa. Adesso punta a partecipare alla Coppa d’Africa del 2015, che si disputerà proprio in Marocco.

Musulmano praticante, ha più volte ribadito che la fede è una componente fondamentale nella sua vita, anche in campo, mostrando dopo un goal realizzato ai tempi del QPR contro il West Ham una maglia con su scritto ‘I love Allah’: “Noi musulmani non beviamo alcool, non fumiamo, essenzialmente conduciamo una vita più salutare, più da professionisti”. Un’immagine esemplare, scalfita però dalla foto pubblicata dai tabloid inglesi nell’aprile del 2012 di Adel, in compagnia del grande amico Marouane Chamakh, intento a fumare il narghilè in un locale londinese…

MI MANDA IL ‘BOSS’ – Il Milan non è stato l’unico club a seguire Taarabt in questi anni. Detto di Juventus e Lazio, sono soprattutto due le squadre ad aver sfiorato il giocatore: il Napoli e il Genoa. Nel novembre del 2011 fu proprio il marocchino ad ammettere di essere “lusingato dall’interesse del Napoli, con cui ha giocato il migliore di tutti i tempi”, con ovvio riferimento al ‘Pibe de Oro’. Preziosi ha invece pensato ad Adel la scorsa estate, ma a spuntarla è stato il Fulham.

Già al QPR Taarabt aveva avuto modo di incrociare un pò d’Italia: da Gianni Paladini, presidente all’epoca del suo arrivo dal Tottenham, a Gianni Di Marzio, consulente di mercato per il club londinese e grande estimatore del talento marocchino, ma anche e soprattutto Flavio Briatore, che ha sempre speso parole d’elogio per Adel.

“Bravo, un pò egoista”, scrisse su Twitter nel 2012 l’ex proprietario del QPR, fotografandone sinteticamente pregi e difetti, concetto poi ampliato proprio nelle scorse ore, sempre con un tweet: “Taarabt è un talento vero e come tutti i talenti vanno gestiti!”. Come confermato dal diretto interessato, è stato proprio Briatore a caldeggiarne l’acquisto all’amico Galliani, che già lo scorso inverno fu vicinissimo a portare in Italia Adel. “Gliel’ho descritto in maniera positiva. E’ un ragazzo che merita, che va protetto, coccolato”

LA ‘TAPPA’ MILAN – L’interesse dei rossoneri fu di fatto ‘smascherato’ dallo stesso giocatore in un’intervista concessa sotto Natale nel 2012 alla ‘Gazzetta dello Sport’, emblematica del personaggio: “Rinuncerei agli stadi inglesi solo per il Milan. Il mio procuratore parla con Galliani. Il Milan oggi attraversa un periodo meno glorioso e non fa più parte dei top club nel mondo. Però sfondare in rossonero mi aprirebbe le porte di grandissime squadre come il Real Madrid o il Barcellona. E se pure il mio amico Boateng, che con me al Tottenham era un numero 6 e andava spesso in tribuna, gioca da 10, penso di avere qualche chance anch’io”.

Non avrà la 10, appaltata a Honda per motivi di marketing, ma con Seedorf potrà giocare in un modulo, il 4-2-3-1, adatto ad esaltarne le caratteristiche: al QPR Taarabt ha dato il meglio partendo da sinistra per poi accentrarsi, ma il suo ruolo preferito è quello di trequartista centrale.

Ad attenderlo in rossonero non troverà più l’ex compagno Boateng ma Mario Balotelli, definito da Adel “un Taarabt all’ennesima potenza”. La speranza per il Milan è che i due in comune per davvero abbiano solo l’enorme talento…

fonte goal.com

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