Milan assolutamente impalpabile

Paolo Vinci

Cari Lettori Rossoneri,

esce dal Bentegodi, sponda Chievo, un Milan assolutamente impalpabile, difficile da identificare, impossibile da qualificare come una “squadra coesa ed armonica”.

L’anticipo del sabato era molto atteso, da parte dei Meravigliosi Tifosi Rossoneri, dopo la stentata e non fulgida (ma cosa vi è stato di fulgido quest’anno nel campionato e soprattutto nel gioco rossonero?!) vittoria casalinga contro il Cesena. Si imponeva una conferma, quanto meno di risultato, l’unico possibile: la vittoria.

Magari arricchita da un gioco migliore e più in…verticale, mai visto quest’anno.

Il tifoso rossonero sperava ancora nel “raggiungimento di un posto in Europa”…. e soprattutto di dare “un senso a questo incolore campionato, che va sempre di più a colorarsi di sfumature analoghe a quello, altrettanto negativo, dello scorso anno”.

Quella dell’Europa rimaneva  più che altro una mera, remota, speranza che presupponeva il famoso ”filotto di vittorie”. Passando, appunto dalla verifica del Bentegodi.

In buona sostanza, si andava “a Verona, speranzosi, vestiti di questo spirito”.

E del resto, ci eravamo, Cari Lettori, lunedì scorso, salutati così.

Cosa è accaduto,  invece?

Un Milan più abulico che mai, grigio, senza nerbo e personalità, si è limitato dapprima a giochicchiare stancamente durante un primo tempo di bassissimo livello, con un Menez  irritante (quando finirà il sussiego che Inzaghi palesa sempre di più nei suoi confronti, incominciando a sbatterlo in panchina o sostituendolo?!), con centrocampisti che non erano in grado di fare una – che fosse una – verticalizzazione per mettere in condizioni un volitivo Destro di fare l’unica cosa che sa e deve fare, quale centravanti puro, cioè il gol, per poi ripresentarsi nella ripresa in modo altrettanto abulico e scialbo, tanto da lasciare, man mano che scorrevano i minuti, l’iniziativa ai cluvensi che, nel finale, sfioravano per ben due volte una vittoria che non sarebbe stata rubata.

Vi è da dire che il Chievo è, in casa, la squadra che annovera il record (si fa per dire) del minor numero di gol segnati. Non solo in Italia, ma di tutti e cinque i principali campionati Europei!

Stucchevole l’affermazione, nella conferenza postpartita, di un oramai frastornato Pippo Inzaghi secondo il quale è titolo di merito del Milan essere uscito indenne dal Bentegodi, senza aver subito gol.

Ma altrettanto, se non di più, stucchevole è la madre di tutte le affermazioni, sempre timbrata dal “buon” Pippo: “non si poteva pensare di venire a Verona e dominare il Chievo”. 

Affermazione che fa pendant con quella resa al termine della gara casalinga contro l’Empoli.

Ma Pippo è consapevole di allenare il Milan?!!!

Credo che, in questo momento e per svariate ragioni, non abbia chiari e nitidi i contorni del proprio importante e prestigioso ruolo e che abbia perso il senso di quella che è la tradizione rossonera. Sinceramente, altra spiegazione non ci sarebbe!

In sostanza, una squadra senza ritmo, mai in grado di imporre il proprio gioco, adagiata su quello degli avversari, priva di intensità, direi rassegnata, come rassegnato appare il suo Tecnico.

Ecco quello che è stato il Milan uscito dall’anticipo della venticinquesima giornata.

Null’altro!

Ed ora?

Simultaneamente all’incontro di Verona, in una trasmissione TV popolarissima, un altrettanto famoso “milanologo” affermava, senza temere smentita, che il Milan sta per passare dalla famiglia Berlusconi ad una cordata di imprenditori libanesi.

Assicurava la fondatezza della notizia, pur non rilevandone, per discrezione, la fonte.

Conosco l’Opinionista e mi pregio di esserne Amico.

Sulle sue serietà e buona fede posso mettere le mani sul fuoco, convinto di non fare la fine di Gaio Muzio Scevola.

Non so se l’epopea calcistica di Silvio Berlusconi è, o meno, al termine.

Trent’anni di trionfi rendono quest’uomo leggendario, al pari di chi, in una notte fredda di inverno, fondò, nella fiaschetteria milanese di via Berchet, il Milan, 115 e passa anni fa. Certamente, se vendita sarà, siamo certi che il Grande Silvio saprà affidare la Società a mani sicure.

Per continuare “un sogno chiamato Milan”…

E per incominciare ad intervenire strutturalmente sulla guida tecnica, sul parco giocatori, su un progetto che la riporti al più presto sulla vetta del mondo.

E che allontani per sempre tristi e scialbe serate come quella di sabato a Verona!

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