Milan, un inizio di estate tra i più incerti. O no?

milan-perugia Calcio Coppa italia 2015/2016 - terzo turno -

Il campionato è archiviato col settimo posto, che, unito alla finale persa in Coppa Italia, tiene il Milan fuori dall’Europa, seppur quella minore, per il terzo anno di fila.

Inizia anche il calciomercato, che dovrebbe, teoricamente (perché il mercato si fa coi denari), risollevare i destini rossoneri. Fiumi di inchiostro e di byte sono stati dedicati alla cessione a Mr. Bee (a proposito, chi l’ha più visto?) ed ora a quella probabile, possibile, già fatta oppure no, alla cordata cinese.

In fondo poco o nulla è cambiato se non gli euro in gioco: Berlusconi avrebbe ceduto qualcosa comunque, a cifre francamente ben oltre la fantascienza; ora si dice pronto a farlo, per molto meno, pur di non spendere più. Benedetto uomo, le avvisaglie c’erano già, e sarebbe bastato anticipare l’operazione giusto di 4 anni, lasciando un’immagine di sé meno logora ed incassando magari pure di più.

Col senno di poi è facile pontificare, ragion per cui, dobbiamo limitarci a seguire gli sviluppi della vicenda che, salvo colpi di testa, sembra destinata a concludersi con l’uscita di scena di 30 anni di storia rossonera e la voglia di scrivere altri capitoli da protagonista.

Ci permettiamo però di chiedere, sommessamente e modestamente, di fare in fretta. Il mercato è fatto di occasioni da prendere al volo e ci sono concorrenti agguerrite, oltre che dotate di risorse mostruose da investire. Difficile che il Milan possa tornare da quest’estate a dettar legge, anche se basterebbe dimostrare di avere un piano, un progetto di rilancio serio al punto da essere attraente per quei giocatori di assoluto livello. In fin dei conti, quando prese Gullit, Van Basten e Donadoni, il Milan era, dal punto di vista dell’immagine, molto meno di quello pur disastrato di oggi.

A meno che, per motivi comprensibili, quando entrano in gioco cifre simili, tutto non sia già fatto e pronto e solo per ragioni di opportunità, non ci venga ancora svelato l’ultimo coup de theatre di Silvio Berlusconi.

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