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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan concentrato sul Bologna…con un pensiero all’Atletico
Niente prove generali. Clarence sembra aver deciso, questa sera il Milan giocherà contro il Bologna senza pensare all’Atletico Madrid. Certo, qualcuno osserverà un riposo quantomai tattico (vero Kakà?), ma la maggior parte delle scelte non sembra finalizzata alla Champions.
Se, come sembra, giocheranno Montolivo a centrocampo e Saponara in attacco, vorrà dire che non ci saranno prove in vista de La Partita di mercoledì. Decisione giusta o sbagliata? In altri tempi avremmo appoggiato l’allenatore senza dubbi, vista la consuetudine di far riposare gli uomini più importanti prima di un match decisivo. Questa volta però qualche perplessità c’è: questo Milan infatti non ha ancora una sua identità e stravolgere ogni volta lo schieramento di partenza non aiuta certo a trovarla. Non sarebbe meglio dare minuti nelle gambe a Essien, visto che sarà lui mercoledì a tenere in piedi il centrocampo, piuttosto che allo squalificato Montolivo? Ha senso dare spazio adesso a Saponara, non presente in lista Champions? E ancora, perché punzecchiare Balotelli (“aspettiamo tutti che diventi quel campione che ancora non è”) proprio dopo un periodo difficilissimo, culminato con le lacrime napoletane? Interrogativi che s’inseguono, come del resto in tutto questo breve regno targato Clarence.
Nessuna sorpresa però, d’altronde ce lo aspettavamo. Chi pensava che l’olandese avesse la bacchetta magica e potesse stravolgere un meglio uno dei peggiori Milan degli ultimi 30 anni era, per usare parole gentili, un povero illuso. Il percorso sarà lungo e carico d’insidie, peraltro senza certezze su dove porterà. Un primo step importante lo avremo mercoledì e in questo senso anche il match di questa sera, altrimenti abbastanza inutile, potrà dare delle risposte. Su come sta la squadra, fisicamente e mentalmente. Che Seedorf abbia trovato un gruppo scarico nelle gambe e nella testa è risaputo, ora però è il momento di verificare se la cura (o l’antivirus, come si è definito lui) abbia cominciato o meno a dare risultati. Si dice che il cambio di allenatore in corsa non li dia quasi mai, ma questo è un falso storico.
Chiedete ai tifosi di Genoa e Sampdoria se rimpiangono ancora Liverani e Rossi, a quelli della Lazio se rivorrebbero Petkovic, o, per restare in tema Milan, come se la passa l’Atletico di Simeone, subentrato a Gregorio Manzano nel dicembre 2011. Certo, la regola non vale sempre (da De Canio a Malesani c’è anche chi non se la passa, o non se l’è passata, affatto bene), ma non è ancora il momento di alzare bandiera bianca. Tre punti stasera, una vittoria mercoledì. Detta così sembra quasi impossibile, ma nulla lo è. E se c’è uno che lo sa bene questo è proprio Seedorf, una sorta di Boniek degli anni 2000, uno che insomma tirava fuori i cosiddetti soprattutto nelle notti che contavano. E queste appartengono decisamente alla categoria.
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