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EDITORIALE DEL GIORNO
La storia? La fa il campo, non la scritta su una maglia…..
Questione di stile potrei sintetizzare.
Questione puramente si stile. Non trovo espressione migliore per definire il polverone, un pò stucchevole a dir la verità, che si sta alzando circa la legittimità o meno del titolo di “Club più titolato al mondo” da parte degli Egiziani dell’Al Ahly dopo la loro recente vittoria nella Supercoppa d’Africa.
Dubbi di legittimità, perplessità, richiesta di verifiche all’UEFA…e per cosa? Per una pura e semplice scritta su una maglia…
Ma è davvero tanto importante farne fregio? Siamo arrivati al punto che senza essa non si può più vivere? E fino al 2007, fino al trionfo di Yokohama, fino al nostro 18° trofeo internazionale, noi tifosi appassionati ed innamorati del Milan, come abbiamo fatto? Noi che abbiamo visto San Siro pieno in B con la Cavese e ci ricordiamo di Liedholm e Nordhaal, di Schiaffino e Rivera, di Prati e Combin, come abbiamo fatto a sopravvivere senza quelle parole, quel vessillo, quell’effige?
Mi domando…E’ una scritta che va in campo e vince le partite? E’ una scritta che lotta, corre e suda fino al 90′ minuto? E’ una scritta che alza scudetti e coppe onorando sempre e comunque la maglia? O non sarebbe meglio invece, e più serio per tutti, concentrarsi sui problemi veri di questo Milan? E ancora…Se l’effige di “Club più titolato al mondo” dovesse scomparire dalle nostre maglie, che succederebbe? Il Milan finirebbe ? La storia verrebbe cancellata? Le Coppe Campioni scomparirebbero?
Nulla di tutto questo…perchè la storia c’è e resterà sempre, scolpita negli annali. Semplicemente, ci sarà qualcuno che avrà vinto, all’estero, più di noi…Vero…il peso dei trofei sarà diverso, è indubbio, e con questo? Se sono trofei regolarmente omologati dalla Fifa, cambia qualcosa?
Suvvia…basta polemiche inutili. Basta spendere vuote parole per un qualcosa che è solo di facciata. Dedichiamoci a cose ben più importanti…Dedichiamoci al Milan, al nostro Milan, a fargli riacquistare lustro e gloria, a farlo tornare temuto come un tempo.
Essere milanisti non vuol dire essere i più titolati per forza. Non è questo. Essere milanisti vuol dire vuol amare la maglia a strisce rosse e nere sopra ogni cosa, al di là degli uomini che la indossano e la rappresentano. Perchè gli uomini passano, ma la storia, quella resta…E la storia dice che il Milan c’era prima del 1986, prima di diventare il “Club più titolato al mondo”, ed era già un Milan vincente…Pensiamo a Nereo Rocco, al “Paron“…a Cesare Maldini, a Rivera, a Prati, a Sormani, ad Altafini…a quella prima Coppa Campioni vinta nel 1963 a Wembley contro il Benfica di Eusebio, a quella splendida del 1969 conquistata al Bernabeu ai danni dell’Ajax di Cruijff, alla battaglia epica contro l’Estudiantes de la Plata di Baires che ci diede, sempre nel ’69, il titolo intercontinentale, in una sfida tragica che tutto fu tranne che una partita di calcio ed in cui in pericolo fu la vita stessa dei giocatori.
Ed a quei tempi, quando Milano viveva delle sfide tra Rocco ed Herrera, quella scritta sulla maglia non c’era…e forse, nessuno ne sentiva il bisogno…
Perchè la storia non la fa una scritta, non la fa un’effige, non la fanno sei parole stampate su un tessuto. Quelle contano poco o nulla…La storia, quella che davvero fa grande un club, che lo fa ricordare nel tempo, la fa il campo…
Ciò che importa davvero è tornare a fare il Milan, il Grande Milan, onorandone il nome, e riacquistando fuori quella serietà che una volta era di casa e che oggi sembra essersi un pò perduta…
Il resto, se si sia o meno il “Club più titolato al mondo”, sono solo parole…e le parole, si sa, le porta via il vento…
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foto: passionedelcalcio.it
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