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EDITORIALE DEL GIORNO
Ieri sera è iniziata l’era Seedorf
E’ iniziata ieri sera a San Siro l’era di Clarence Seedorf.
Se si tratterà di un’era vincente, o meno, lo diranno i posteri. E soprattutto i risultati.
Quello che emerge a valle di un grigio Milan-Verona, deciso da un rigore, tanto netto quanto inutile, provocato dall’ingenuo difensore scaligero Gonzales, splendidamente trasformato da Balotelli a sette minuti dal novantesimo, sono, oltre ai tre punti, due aspetti che fanno in ogni caso ben sperare per il futuro.
Il primo è costituito da un entusiasmo nuovo che avvolge tutto il mondo rossonero. Basti pensare al successo della conferenza stampa prepartita di sabato a Milanello, ove gli accrediti erano talmente tanti – e da parte di giornalisti stranieri di ogni angolo del globo – da suscitare più stupore che interesse. Oltre all’indubbio stress degli ottimi addetti stampa rossoneri. E’ noto che l’entusiasmo conduce, con il suo effetto positivo, ai risultati sul campo e questo fa ben sperare.
Il secondo – secondo me più importante – è il nuovo assetto di gioco voluto dal tecnico.
Il 4-2-3-1, che, in soldoni, significa quattro attaccanti. Questo sistema di gioco presuppone una difesa ferrea ed inoltre una vera e propria diga da parte dei due interditori (De Jong e Montolivo) che, all’occorrenza, devono divenire propulsori del gioco, per corroborare i rovesciamenti del fronte e le azioni d’attacco. Già nell’incontro con il Verona si è notato, a differenza del passato recente, che il baricentro si è spostato almeno quindici metri più avanti.
In tal senso, si pone un interrogativo: i giocatori che costituiscono la difesa del Milan di oggi, che non sono né Baresi/Costacurta, né Maldini/Nesta, sono in grado di reggere? Ed i due “malcapitati” centrali reggeranno il ritmo con impegni sempre più ravvicinati ed importanti?
Specialmente in vista della Coppa Italia, mercoledì prossimo vi è il delicato scontro con l’Udinese, appuntamento importantissimo per il Milan, che deve trovare un pertugio per l’Europa, e fra meno di un mese, del difficilissimo incontro, in Champions League, con il formidabile Atletico Madrid di Simeone.
Non sempre, quindi, si avrà come avversario l’ottimo, ma sostanzialmente modesto, Verona…
E’ proprio questo l’enigma che attanaglia, oggi, il tifoso rossonero.
Del resto, questa squadra, che necessita, se non di una rifondazione, quanto meno di un vibrante intervento migliorativo, deve vedere necessariamente rafforzato proprio l’assetto difensivo. Un eventuale intervento sul mercato di gennaio (anche se non ci sono risorse economiche, purtroppo!) dovrebbe essere volto esclusivamente al reparto arretrato ed in particolare ai due difensori centrali. Fermo restando l’obiettivo di un portiere, ruolo questo troppo spesso “snobbato” dalla società.
Chi scrive è convinto che il nuovo tecnico sia ben consapevole di queste priorità e che sfrutterà, con attenzione e dovizia di particolari che fanno parte del “personaggio Seedorf”, gli ultimi giorni di mercato. Spingendo la proprietà a fare qualche necessario sacrificio, se si vuole “raddrizzare”, con la qualificazione alla finale della Coppa Italia e con il raggiungimento del sesto posto in campionato, una stagione fin qui obiettivamente negativa.
Chi vivrà, vedrà!
Un caro saluto a Tutti i Lettori
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