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EDITORIALE DEL GIORNO
Il bene del Milan non è importante, è l’unica cosa che conta
La settimana dopo un derby vinto è sempre, e da sempre, una settimana speciale.
A Milano c’è il sole in questo periodo, ma anche se ci fossero stati i nuvoloni, nessuno se ne sarebbe accorto. E’ bello dire tutto questo, anche in una stagione avara di soddisfazioni come non mai per chi ha l’onore di tifare Milan. E’ bello perché vuol dire che le emozioni che trasmette il calcio sono ancora pure, vive e intense. E’ bello dire questo esattamente a una settimana di distanza da una delle giornate più tristi di sempre per il calcio italiano. Quella stessa giornata che ha portato in un letto d’ospedale e in fin di vita Ciro, un ragazzo come tanti, un ragazzo al seguito della sua squadra del cuore, ritrovatosi con una pallottola conficcata in una vertebra, che ancora non sa che la squadra per cui fa il tifo ha alzato al cielo la Coppa Italia. Noi, amanti delle emozioni, ci auguriamo che fatti del genere possano rimanere emarginati, isolati, che non ci siano vendette, così da poter parlare finalmente solo di campo, di brividi, di gioie e delusioni sportive. Forza Ciro, siamo tutti con te!
Nel mentre, in quel di Milanello la situazione è sempre la stessa. Seedorf, purtroppo, continua ad essere un separato in casa, nonostante la sua media punti faccia impallidire i predecessori. La sensazione è che non basteranno nemmeno due vittorie nelle ultime due partite (sarebbero otto in nove gare) e la qualificazione all’Europa League per salvare l’olandese da un destino segnato. I beninformati parlano di terra bruciata attorno a Clarence, eppure l’esultanza post derby è lì a smentire questa tesi cervellotica. Siamo di fronte ad una situazione paradossale, ad un arcano, con il bene del Milan che passa in secondo piano. L’unico ragionamento da fare dovrebbe essere il seguente: se questo allenatore alla prima esperienza è riuscito a fare tanti punti, con un organico non eccellente, figuriamoci cosa potrebbe fare con una squadra rinforzata e con tutti i presupposti per lottare per il vertice. Invece no, si pensa a tutt’altro, il bene del Milan è tra le prerogative, quando invece dovrebbe essere l’unica.
E allora i sondaggi con i vari allenatori continuano. La nostra redazione, nei giorni scorsi, ha anticipato il forte interessamento per Spalletti. Ebbene sì, il tecnico di Certaldo è attualmente in pole position, davanti ad Inzaghi, Donadoni e Montella. Escludendo l’attuale tecnico della Fiorentina, che pare una suggestione anche e soprattutto per via della sua clausola rescissoria, tra gli altri tre uscirà il nome del prossimo allenatore del Milan. Seedorf ha ancora qualche piccolissima possibilità di riconferma, ma dovrebbe succedere l’imponderabile, cosa che peraltro al Milan di questi tempi succede spesso. L’ex allenatore di Roma e Zenit è ben visto sia da Galliani, che dai Berlusconi. Ci sono due intoppi però, che potrebbero rallentare una trattativa già ben avviata, ovvero l’alto ingaggio che Spalletti percepisce ancora dal club di San Pietroburgo nonostante l’esonero (circa sei milioni di euro fino al giugno 2015) e la volontà del toscano di essere un autentico manager che gestisca non solo la squadra ma anche il mercato, cosa che al Milan non è mai successa. Nel caso in cui si riuscissero a smussare questi angoli, Spalletti potrebbe davvero essere il prossimo tecnico del Diavolo.
Oltre alla questione allenatore, continua sotto traccia anche il mercato dei calciatori. O meglio, si trascina a forza, con risorse esigue e quasi inesistenti. Rami non sarà riscattato nonostante l’ottima stagione, e l’unica speranza di vederlo ancora con la maglia rossonera dipende dal Valencia. Se gli spagnoli decideranno di acconsentire a un ulteriore anno di prestito, magari con la promessa di un riscatto il prossimo anno, Rami resteà al Milan, altrimenti no. Anche perché le offerte per il centrale francese di certo non mancano. Ecco perché si sta accelerando con Alex, per provare a convincerlo prima che lo facciano altri club. Taarabt e Poli, invece, resteranno. Per il resto, tutto bloccato, a meno che non arrivi una grande cessione a finanziare eventuali altri colpi. Ma quale potrebbe essere questo sacrificio? De Sciglio continua a dichiarare il suo amore per la maglia rossonera e offerte concrete per lui non ce ne sono. Su Balotelli i discorsi vanno posticipati a dopo il Mondiale. Una rassegna iridata giocata da protagonista e ad alti livelli, potrebbe infatti far lievitare il prezzo e accendere l’interesse dei top club europei. Ma tutti questi discorsi ci allontanano comunque dal nocciolo della questione. Sulla panchina ci potrebbe essere anche il Padreterno, ma se il mercato continuerà ad essere basato solo ed esclusivamente sui parametri zero, tornare a vincere qualcosa continuerà ad essere pura utopia. E anche questo non fa il bene del Milan, né dei suoi meravigliosi tifosi…
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