Di questa difesa non se ne può proprio più!

Paolo Vinci

Il Milan vince a Cagliari, ribaltando la situazione negli ultimi minuti del tempo regolamentare grazie a due prodezze, la prima di un polemico Balotelli (questo Ragazzo quando imparerà a frenare gli istinti e a non fare male a se stesso ed alla sua squadra?) su punizione e la seconda, del redivivo Pazzini, che torna al gol in campionato nove mesi dopo l’ultimo gol segnato al Catania, girando, da rapace dell’area di rigore quale è, in semirovesciata un angolo ben battuto da Honda.

Analizzando la partita, sono molteplici gli aspetti che emergono ed impongono una serena e critica riflessione.

Il primo su tutti è quello relativo alla difesa, portiere compreso. Non se ne può proprio più!

Come si può pensare di andare avanti così, affermando che addirittura gli elementi della difesa sono in esubero, senza tener conto dell’età e della stessa qualità dei singoli componenti il reparto? Iniziamo dal portiere: il Milan ne ha ben quattro a disposizione, ma nessuno di essi merita, a parere dello scrivente, la maglia di titolare. Abbiati per ragioni di acciacchi dell’età (potrebbe essere una riserva di lusso da utilizzare all’occorrenza), gli altri, per una ragione o l’altra, non lo sono certamente. Un intervento sul mercato è necessario e, se si vuole bene costruire (o ricostruire?), occorre spendere qualcosina e guardare al giovane Perin o all’esperto Marchetti. Non si può pensare di costruire una squadra competitiva con la sola filosofia del “parametro zero”!

Stesso discorso per i due centrali (sulle fasce il Milan è messo meglio): nessuno di quelli in rosa ha la caratura da meritare il posto da titolare. Vedere le chiusure di Astori di ieri al Sant’Elia per rendersi conto e per rimpiangere gli errori societari del passato, allorquando si è abbandonato il settore giovanile (Boateng, Antonelli, Astori, lo stesso Matri, poi riacquistato a peso d’oro). Anche qui occorrerebbe scucire qualche soldino ed intervenire sul mercato, sfruttando questi ultimi giorni.

Infatti, il reparto difensivo ha palesato, al di là delle 31 reti incassate, costanti insicurezza, instabilità, approssimazione. In tutte le 21 partite di campionato giocate, ma soprattutto nell’importante e delicato incontro di Coppa Italia di mercoledì scorso, ove una Udinese corsara ha dilapidato ben quattro occasioni clamorose, prima di colpire a morte un brutto ed inauditamente spento Milan. Eppure era un incontro talmente importante, quale pertugio per l’Europa, che ci si aspettava dai giocatori una gara da giocare “ con il sangue agli occhi”.

E la Coppa Italia è volata via anche quest’anno.

Il mercato, se si vuole migliorare da subito la squadra, non può fermarsi ai tre buoni giocatori arrivati (Essien è l’ultimo in ordine di tempo), ma deve indurre ad arricchire qualitativamente la rosa, oltre che in difesa, ove è una cogente necessità, anche nel punto nevralgico del campo, il centrocampo.

La grande Coppa dalle orecchie lunghe sta per ricominciare e noi  – che tanto abbiamo a cuore le vicende rossonere – non vorremmo proprio patire brutte figure in Europa, terreno rossonero da sempre.

La settima vittoria in campionato, la seconda esterna, la prima volta di due vittorie consecutive nelle 21 giornate di campionato,  deve far riflettere e costituire lo stimolo per ricercare un rilancio.

In campionato prima di tutto, perché l’Europa, sebbene quella minimale della League, in classifica, dopo il “balzo” isolano, non è poi tanto lontana e, se si interviene in modo mirato sul mercato in questi ultimi giorni, può essere raggiunta.

Seedorf ha portato entusiasmo e novità tecniche. Va aiutato a ricostruire.

Da Tutti, Società e Tifosi.

Un caro saluto a Tutti i Lettori

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