ESCLUSIVA MR – De Capitani: “Al Milan pesa il mercato gestito male, ma in Champions può farcela”

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La stagione del Milan, il mercato e Balotelli: temi di stretta attualità che abbiamo condiviso con l’amico nonché collega Luca De Capitani, giornalista di Rai Sport e grande esperto di calcio in generale e di Milan in particolare, che ha parlato in esclusiva con MilanoRossonera.

Come ti spieghi la stagione del Milan, tra pochi alti e molti bassi?

“E’ una stagione programmata male sul mercato, risultato insufficiente e mal gestito, perché non vi era la disponibilità economica per fare diversamente; sono stati fatti dei colpi importanti per questo Milan come Kakà e Honda, colpi che però sarebbero di secondo piano nel vero Milan. Ho dei rimpianti per non aver visto all’opera Salamon e Vergara, andava concessa loro una chances, non penso che avrebbero fatto peggio di Mexes piuttosto che di Zapata o Bonera”.

Il cambio di allenatore era diventato inevitabile, ma non sarebbe stato meglio sostituirlo a inizio della passata stagione?

“Assolutamente, si doveva cambiare prima e questo è il secondo problema del Milan, non si capisce bene chi comanda e la diatriba tra Galliani e Barbara Berlusconi ha fatto emergere una situazione che covava già dall’estate; il cambio di allenatore però non ha cambiato più di tanto le cose. Comunicare alla squadra che Allegri a fine anno sarebbe andato via ha fatto esplodere il caso”.

Come vedi Seedorf in veste di allenatore? Potrà far bene e riportare il Milan in alto?

“Tolti due/tre allenatori come Capello, Ancelotti e Mourinho – nutrendo qualche dubbio su Guardiola – sono i giocatori che fanno la differenza e Seedorf verrà giudicato per quello che faranno i calciatori in campo. Credo che sia capitato nel posto peggiore nel momento peggiore e anche il prossimo anno sarà difficile a meno che non si faccia una campagna acquisti faraonica oppure si abbia il coraggio di ripartire dai giovani, comunicandolo però ai tifosi. Quasi certamente non disputeranno le coppe e l’augurio è che non si qualifichino in Europa League, sarebbe una stagione ancor più difficoltosa. Seedorf non ha la bacchetta magica, gli manca ancora esperienza e il modulo di gioco mal si sposa con le caratteristiche tecniche dei giocatori che ha in rosa, con Montolivo che è il più penalizzato di tutti. Aggiungo anche che Seedorf sarà giudicato in positivo o in negativo se avrà saputo valorizzare i giovani: la mia paura è quella di perdere Abate, uno dei migliori”.

Bologna e Atletico Madrid, due partite per lasciarsi alle spalle la sconfitta di Napoli: che cosa ti aspetti da queste due gare?

“Due partite diverse: dopo il cambio di allenatore non credevo nella rimonta, e le due vittorie ottenute in campionato sono state troppo sofferte. Vincere a Napoli poteva cambiare le cose ma ci stava perdere. Ho idea che sarà più difficile battere il Bologna che non l’Atletico anche perché a Milanello, nonostante le apparenze, conta solo la partita di Champions, motivo per cui venerdì mi aspetto un po’ di turnover. Contro gli spagnoli sarà dura, con il volume di gioco e la velocità che hanno il Milan non può reggere ma in Europa i rossoneri sono un’altra squadra, scatta qualcosa nella testa dei giocatori. Lo ha dimostrato bene, ma in negativo, la Juve: il Milan a Istanbul non avrebbe mai perso. Se devo dare una percentuale di passaggio del turno, dico 55% Atletico e 45% Milan”.

Un tuo giudizio sul mercato invernale del Milan?

“I nomi hanno salvato il Milan solo in apparenza, Honda è importante, Essien può dare esperienza e l’acquisto di Taarabt è già stato ripagato con il gol al Napoli ma i problemi rimangono, specialmente in difesa dove Rami non può far fare al reparto il salto di qualità. Occorreva comprare dei difensori e un attaccante, in avanti i rossoneri non hanno cambi”.

In ultimo, non posso non chiederti cosa ne pensi del pianto di Balotelli e un tuo giudizio sul giocatore?

“Il pianto non lo giudico perché non so quale sia stato il motivo. Sul giocatore parlano i numeri ma è ancora un’incognita, è un talento con doti straordinarie che però non va mai oltre i 15 gol stagionali e non permette alla squadra di cambiare il modo di gioco, come facevano i vari Ibrahimovic, Cavani e Shevchenko e il tempo a sua disposizione per porvi rimedio sta scadendo. La sua stagione è gravemente insufficiente e a parlare sono i numeri, con o senza di lui in campo le cose non cambiano e, oltre a non fare gol, non fa cambiare nemmeno gioco alla squadra. Con tutto il rispetto, se lui è un fenomeno, Di Natale cos’è? Balotelli è ancora incompleto, è solo una questione di testa perché fisicamente sta bene. Rischia di essere la punta di diamante dell’Italia ai Mondiali solo per mancanza di alternative, e non perché se lo è guadagnato”.

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