Il colore della musica

Fabio Conte

Quando, al quinto di Milan Verona, è entrata anche la Curva, tutti han fatto un sospiro di sollievo.

Clarence Seedorf nella sua prima conferenza aveva profuso gioia ed allegria, bel gioco e propensione all’attacco come sue prospettive ma anche, l’aiuto dei tifosi. Lui sa quanto possa essere corroborante il ruggito di San Siro.  Nello stadio ultimamente, complici prestazioni deludenti e con poche aspettative per il futuro, era quasi passato sotto silenzio il mutismo della curva sud.  La stretta oppressiva contro la sud, iniziata dopo i gravi fatti, accoltellamenti chiamiamoli con il loro nome, reati inaccettabili come ha detto Barbara Berlusconi, antecedenti a Milan Ajax, ha imposto la mancanza di striscioni e di bandiere. Condannare con rigore i responsabili è doveroso, ma non tutti indiscriminatamente. Sotto minaccia di Daspo per qualsiasi atteggiamento coreografico, i tifosi della sud hanno deciso la massima espressione di dissenso: il silenzio. Ma in uno stadio con tante defezioni, in un momento in cui la squadra deve ritrovare nuove convinzioni, l’aiuto del pubblico, dei tifosi può dare quel qualcosa in più. Forse i cori dei detestati “gialloblù”, forse una sapiente regia che ha fatto capire la differenza del “senza” e “con”, ma certamente quando i nostri tifosi di curva, domenica, hanno cominciato a rispondere a tono al gruppo che da lassù riusciva a rinvigorire la squadra ospite, tutto San Siro è ritornato a casa, tutti si son sentiti motivati. La società, la squadra, i tifosi hanno la responsabilità di agevolare questo orientamento positivo ed ottimistico che la nomina di  Seedorf  ha  fatto nascere:  la voglia di riscatto e l’orgoglio di sentirsi di nuovo  capaci di stupire il mondo del calcio. La società agendo per il meglio, la squadra giocando al massimo, i tifosi trovando il modo più caloroso e avvolgente di supportare e tifare. Certo, quest’ultimi, devono essere messi in grado di farlo senza   disuguaglianze di trattamento rispetto ad altre tifoserie organizzate, senza sconti ma senza ostracismi. Il Milan ha bisogno dei tifosi, i tifosi vogliono un Milan vincente: si può remare tutti dalla stessa parte. Stasera per una competizione finalmente non considerata minore, speriamo che un appassionato San Siro sia palcoscenico  di musiche e cori, arie e canti che facciano fremere e vibrare i ragazzi come se fosse Abbado, grande milanista a condurre da lassù, come se fossimo tornati a confidare in un futuro che ci compete.

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