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EDITORIALE DEL GIORNO
Il Valzer degli imbecilli
Ringrazio la Direzione di Milanorossonera, per avermi invitato, in qualità di Avvocato e quindi di addetto ai lavori, a fare una breve riflessione tecnica sulla sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che ha confermato le condanne nei confronti di Luciano Moggi, Antonio Giraudo e di alcuni altri imputati del processo di Calciopoli.
Dopo quattro lunghe ore di Camera di Consiglio (il sottoscritto, che frequenta costantemente il Palazzaccio – come viene chiamato a Roma – Vi assicura che generalmente le decisioni avvengono in molto meno tempo), la Corte ha accolto integralmente l’impianto accusatorio, avallando le richieste declinate in requisitoria dal rappresentante dell’accusa, il procuratore generale Gabriele Mazziotta, che, appunto, aveva concluso per la condanna degli imputati col beneficio della prescrizione.
Con tanto di marchio indelebile negativo, allorquando ha evidenziato la “Cupola” e la ha giustificata con le famose schede telefoniche straniere!
La circostanza che i reati siano ormai tutti estinti per prescrizione è oggettivamente irrilevante ai fini della conclamata bontà dell’impianto accusatorio. Cioè, il fatto sussiste, è penalmente rilevante, integra una fattispecie delittuosa, è giudizialmente provato, ma, per il decorso del tempo, non è penalmente punibile. in buona sostanza, il sig. Moggi ed il Sig. Giraudo hanno concorso a delinquere, ma scamperanno la galera. Proprio perché è decorso un lasso di tempo tale da rendere ineseguibile la pena. E tutto ciò, si badi bene, è penalmente provato attraverso tre lunghi (talmente lunghi che hanno partorito la prescrizione) gradi di giudizio.
Da sempre, il giudizio della Cassazione costituisce la res judicata, che, appunto, da sempre, come dicevano i Latini, est Veritas!
Appunto, la Verità!
Quando non vi sono altre strade giudiziarie da percorrere, perché, oltre la Cassazione non vi sono altri gradi di giudizio, sotto il profilo giuridico e conseguentemente morale, il verdetto dei Giudici Supremi costituisce la Verità. Piaccia o non piaccia!
Dinanzi ad un giudizio così chiaro nella sua elementare essenzialità, dinanzi ad una sentenza inequivocabilmente finale e concludente, che non può prestare la stura a nessun equivoco, ho letto commenti stucchevoli e fuorvianti.
Ho sentito qualcuno arrivare a dichiarare gli imputati innocenti, nel merito di un processo che li ha, incontrovertibilmente, qualificati, sotto il profilo giuridico, rei e quindi autori di un fatto delittuoso.
Con il solo beneficio di non scontare la galera.
Ma quello che mi ha sorpreso ancora di più è notare che attorno al pallone italico veicoli un mondo costituito, oltre che da personcine obiettive, anche da invasati, che, non comprendendo il senso di una inequivocabile sentenza e gli alti valori dello sport, si lasciano andare a pericolose gratuite esternazioni.
Di soggetti che passano, a seconda dei loro biechi interessi, dei propri idoli e di come gira il vento da destra a manca.
Che danzano il valzer degli imbecilli!
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