Milan, hai un attacco forte ma non sempre può essere sufficiente

Milan-Celtic Champions League

Il 2-2 strappato dal Milan al Castellani ha messo in evidenza pregi e limiti della squadra agli ordini di Mister Inzaghi.

Per tutta la sessione di mercato si è andati alla ricerca di esterni d’attacco e della prima punta. C’è stata una ridda di nomi, più o meno credibili nell’accostamento ai colori rossoneri data l’esiguità del budget a disposizione di Galliani e, negli ultimi istanti di mercato sono arrivati Torres e Bonaventura. Riguardo al primo, i dubbi si concentravano sulle sue condizioni, posto che veniva da due stagioni tutt’altro che positive al Chelsea; Bonaventura invece è stata l’occasione last minute da non lasciarsi sfuggire.

Bene, ma tra queste operazioni in entrata non si è pensato a sistemare ciò che necessitava ancor di più di intervento: la difesa ed il centrocampo. Nella mediana, anzi, è stato ceduto un giovane promettente che Inzaghi conosce bene per averlo allenato nella Primavera e che, gliene va dato atto, Allegri aveva fatto esordire in campionato ricavandone ottime impressioni, salvo poi fare altre scelte. Perché Cristante rappresenta un errore? Perché il sostituto Van Ginkel (che ha fatto vedere sprazzi di buon calcio), reduce da un infortunio serio al Chelsea, si è subito fermato per una distorsione alla caviglia ed oltretutto potrebbe pure rivelarsi un rimpianto se giocasse bene, visto che è a Milano in prestito secco per un anno; Montolivo starà fuori ancora abbastanza a lungo, Essien è indisponibile (ma nemmeno troppo affidabile) ed allora Inzaghi è costretto a far giocare un Muntari più deleterio che utile. Tra palloni persi malamente e falli parecchio al limite (è stato tolto nel secondo tempo per evitare che potesse essere espulso), in un centrocampi a 3 quasi sempre in inferiorità numerica contro quelli avversari, è come giocare con un uomo in meno e non ci sono alternative! L’azione fa fatica a cominciare perché il centrocampo è scarsamente propositivo oltre a fare pochissimo filtro ed ecco quindi che i difensori, pressati, passano palla al portiere che è costretto a lanciare lungo verso un attacco che non ha, Torres a parte (ci sarebbe Pazzini, ma è relegato in panchina), gente abile nel gioco aereo.

Quante palle ha perso il Milan nelle ultime tre partite? Un’enormità. La cosa preoccupante è che, proprio per le scelte di mercato, non c’è rimedio…

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