Milan, i numeri ti condannano impietosamente

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I numeri per loro stessa natura sono imparziali ed oggettivi, e quelli del Milan 2015/2016 sono impietosi nel fotografare una situazione sicuramente inaspettata.

La società ha speso molto, acquistando anche giocatori affermati oltre che promesse, magari pagando più di quanto fosse lecito attendersi Bertolacci e Romagnoli, mentre i 30 milioni per Bacca sono un prezzo in linea col costo di un bomber da almeno 20 reti a stagione.

Dov’è, o meglio, dove sono gli errori allora? Perché il tanto bistrattato Inzaghi, “costretto” a dire che aveva una rosa da scudetto, a questo punto del campionato aveva proprio quei numeri migliori: più punti in classifica, era quarto, con più reti all’attivo e meno al passivo, senza però che il mercato gli avesse portato molto, se non un Menez a parametro zero, cui Pippo si è giustamente affidato nonostante tutto.

Ma quest’anno è veramente traumatico. Non solo si subiscono reti a valanga (una media di 2 a partita), ma non se ne segnano e addirittura non si arriva quasi mai al tiro; ciò che si imputava ad Inzaghi, ossia la mancanza di carattere ma  che avrebbe dovuto essere il segno distintivo della gestione Mihajlovic, non ha finora lasciato traccia alcuna, al punto che il tecnico serbo rischia grosso, nonostante il terzo esonero consecutivo nell’ultimo anno possa rivelarsi esiziale per le casse rossonere.

Di chi è la responsabilità dello sfacelo? Di sicuro non è esclusiva di un solo settore. I nuovi arrivati stentano ad inserirsi ma anche la vecchia guardia non rende (Diego Lopez è stato sin qui tutt’altro che impeccabile); la guida tecnica non sa trovare il bandolo della matassa ed ha lasciato perplessi in più di un’occasione alla lettura delle formazioni iniziali; la dirigenza, rappresentata da Galliani, non può sentirsi esente da colpe perché se è vero che quest’anno a differenza di quelli precedenti si è speso, sin qui si è speso piuttosto male.

Non sarà facile recuperare, non soltanto in classifica; spesso anzi, è più facile che le cose peggiorino. L’unica cosa che sembra certa in questi frangenti è che a pagare sia uno solo, il solito…

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