Milan: Iturbe o non Iturbe? Questo è il problema!

MR_Bertone

Iturbe o non Iturbe, questo è il problema! Il dilemma attanaglia Galliani e Inzaghi e con loro tutto il popolo milanista. Partiamo dal presupposto che il ragazzo (21 anni compiuti giusto giusto un mese fa) è un buonissimo giocatore e, in prospettiva, un potenziale campione.

Detto questo la domanda sorge comunque spontanea: vale la pena partecipare a un’asta multimilionaria per strapparlo alla Juve? La mia personalissima opinione è che no, il gioco non valga la candela. In altri tempi l’avrei pensata diversamente ma ora, con la crisi economica e una squadra da potenziare in ogni reparto, eviterei di spendere così tanti soldi per una giovane promessa. E se non si rivelasse quel campione che tutti s’aspettano? E se poi, tra qualche mese, ci ritrovassimo con i “soliti” problemi in difesa e a centrocampo irrisolti? Lo so lo so, con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte, ma a mio modo di vedere è giusto ponderare bene ogni evenienza. Anche perché, nel variegato mondo del calciomercato, si possono trovare esterni dal rendimento più sicuro e dal costo meno proibitivo. Penso a Cerci (il Torino lo lascerebbe partire per 15 milioni), a Lavezzi (20 milioni, trattabili) ma soprattutto a un certo Taarabt, lasciato andar via senza un vero e proprio motivo. Forse i 7 milioni chiesti dal QPR erano troppo poco “mediatici”? O forse a qualcuno dava fastidio che il marocchino fosse stato lanciato da Seedorf? La verità non è (ancora) chiara, ma intanto Adel è a disposizione. Però bisogna muoversi, altrimenti qualcuno (il Napoli) lo prenderà ad una cifra inferiore addirittura di un terzo rispetto a quanto vuole il Verona per Iturbe. Se poi dovessero esserci altri motivi, per esempio comportamentali, che qualcuno faccia la cortesia di dirceli, almeno capiremo perché uno dei migliori giocatori della scorsa stagione (uno dei pochi, pochissimi a salvarsi dal disastro) viene lasciato andare in questo modo. Per il resto, a meno di una settimana dal raduno della squadra, sono fiducioso. Non so perché, ma l’aria che si respira attorno al nuovo (si fa per dire) Milan mi piace. Nel duo Galliani-Inzaghi rivedo quella compattezza e quell’unità d’intenti indispensabile per fare bene, e poi sono convinto che la società non fallirà per la seconda volta consecutiva. A dire il vero, nei 30 anni di gestione Berlusconi, c’è un precedente (biennio 96/97 e 97/98) in cui le cose andarono male per 24 mesi, ma allora i presupposti erano completamente diversi, così come le potenzialità economiche del club. Guardando al passato allora preferisco pensare alla stagione 98/99, quella con Zaccheroni allenatore. Anche allora un anno zero, senza coppe o riflettori puntati. Finì con lo scudetto, ma questa volta mi “accontenterei” di un terzo posto. Sogni di mezza estate? Forse, ma d’altronde il momento di sognare è proprio questo.

RIPRODUZIONE RISERVATA

1,940 Visite totali, nessuna visita odierna

Commenti

commenti