Milan: Prendiamola come un allenamento

Milan - ForzaMilan

Questo primo bilancio del ritorno del Milan in Champions League è risultato veramente disastroso. Un punto solo in quattro partite. Pochino considerando il blasone dei rossoneri. Al netto di questo ci sono però da sottolineare le attenuanti del caso.

La squadra di Stefano Pioli è formata da praticamente soli debuttanti nella massima serie europea. Infatti i soli Ibrahimovic, Giroud, Maignan e Kjaer potevano vantare partite in tale competizione. Questa non vuol essere una giustificazione, sia chiaro, ma è una palese attenuante. Cerchiamo di considerare questa prima esperienza come un allenamento formativo in vista della prossima stagione.

Al netto di questa prima considerazione vorrei soffermarmi sul fatto di quanto sarebbe importante continuare il cammino rossonero anche “retrocedendo” in Europa League. Leggo e sento commenti di giubilo all’idea di tralasciare l’Europa secondaria in favore del campionato. Penso che sia un pensiero sbagliato concettualmente. È vero, l’Europa League è dispendiosa, ma porta dei benefici senza precedenti. Vincerla vorrebbe dire ritornare in Champions League da teste di serie. Vincerla vorrebbe dire anche colmare l’unica lacuna nel ricco palmares rossonero, in più la sua vittoria significherebbe disputare la Supercoppa Europea e darebbe ulteriore possibilità di scalare i ranking europei che da troppi anni non ci sorridono.

Tornando all’attualità possiamo in ogni caso stipulare un primo bilancio della rosa rossonera. Mike Maignan – peccato per l’infortunio – si è dimostrato un portiere di assoluto affidamento. Calabria è chiamato ha un decisivo salto di qualità perché le sue prestazioni europee non sono state all’altezza di quelle del campionato. Purtroppo in Europa la musica è diversa e la fisicità degli avversari risulta essere determinante.

Capitolo a parte per Sandro Tonali e Ismael Bennacer. Il primo si è dimostrato un giocatore dalla mentalità europea. Lotta, gioca con visione e convince. Il secondo purtroppo, dopo aver impressionato contro l’Atletico Madrid, ha evidenziato limiti di mentalità. Eh si, in Europa certi contrasti non vengono fischiati. Facciamocene una ragione. Seguendo per Telenova diverse partite di Champions delle squadre italiane, mi sono reso conto che i parametri di arbitraggio fra Serie A e Champions League sono completamente diversi. In Europa si tende a far giocare molto di più il pallone e si tende di conseguenza a non fischiare come in Italia. Noi purtroppo siamo abituati a continue interruzioni di gioco e continue ammonizioni per ogni intervento. Surreale è il comportamento del nostro Theo Hernandez che decide autonomamente quando è fallo. Ci vorrebbe il leggendario Vujadin Boškov per spiegargli la seguente cosa: “Fallo è quando arbitro fischia, non quando Theo decide!”.

È vero, molti addetti ai lavori e tifosi, ci raccontano della rapina subita contro l’Atletico Madrid. Concordo anch’io, quella partita il Milan la meritava, la sfortuna e l’incapacità dell’arbitro ne ha determinato il risultato. Capita. Non usiamola come alibi. Questo giovane Milan deve crescere anche attraverso le ingiustizie arbitrali. Sono giovani ed il futuro può essere loro a patto che riescano a compiere un ulteriore salto di qualità in vista della prossima stagione.

L’anno calcistico è ancora lungo ed i margini di crescita sono probabili. Non esaltiamoci per le vittorie eventuali nella modesta Serie A, come non dobbiamo deprimerci per i mediocri risultati europei. Con qualche innesto nel prossimo anno calcistico, un ranking migliore e magari una vittoria alle spalle di qualunque trofeo, questa squadra può solamente crescere.

Prima di chiudere vorrei affrontare il capitolo Franck Kessie. È indubbio che questa sia la versione più brutta da quando ha vestito la maglia rossonera. Il possibile accordo con il club di Premier League del Tottenham lo destabilizzato e non poco. Il pubblico rossonero, nonostante questo, ha continuato ad incitarlo, ma il giocatore appare come la peggior controfigura di sé stesso. La dirigenza rossonera si è mossa con largo anticipo acquistando il giovane Adli. Personalmente non lo conosco, ho visto qualche video su YouTube come tutti, ma non sono ancora in grado di darne un giudizio reale, dovrei almeno vederne qualche partita. In ogni caso vorrei sottolineare ed applaudire l’idea di non perdersi d’animo per il mancato rinnovo di Kessie guardando al futuro muovendosi in anticipo sul mercato. L’idea Adli è da club moderno ed all’avanguardia.

Ora testa al derby! La stagione è appena iniziata!

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