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EDITORIALE DEL GIORNO
Milan su Scuffet, il ”Golden Boy” dei pali
Si ispira ad Handanovic, ritenuto “il miglior portiere al mondo”, ma Simone Scuffet dà tanto l’idea di poter seguire le orme di Buffon.
Sogna la maglia da titolare della Nazionale e, dalle prime uscite con la maglia dell’ Udinese, il giovanissimo estremo difensore classe 1996 ha senza dubbio le carte in regola per raccogliere in un futuro non troppo lontano il testimone dello juventino in azzurro.
Cresciuto nel settore giovanile della famiglia Pozzo si fa apprezzare nella Primavera friulana con un’annata da incorniciare, fa seguito la meritata convocazione nell’Under 17 con cui è protagonista ai Mondiali di categoria persi in finale col Messico lo scorso ottobre: per Scuffet è solo il primo passo verso la ribalta stagionale, ottenuta in occasione di Bologna-Udinese a nemmeno 18 anni.
Sabato 1 febbraio 2014, una data che il portierino bianconero ricorderà per sempre: durante il riscaldamento Brkic si infortuna e Guidolin, anzichè optare per il secondo Kelava, decide di lanciare tra i pali del ‘Dall’Ara il ‘baby’ Scuffet. Gli viene annunciato 5 minuti prima del match, ma all’esordio in A tanto gli basta per convincere tecnico, tifosi e addetti ai lavori.
L’Udinese vince e Scuffet non esce più dall’undici titolare: Brkic può recuperare con calma dai problemi fisici, intanto a volare da un montante all’altro c’è il friulano ‘doc’: prestazioni ‘monstre’ nella doppia semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina (al ‘Franchi’ sembrava un veterano), positivo in campionato con Chievo, Genoa, Atalanta e Cagliari. Ma anche col rientro del ‘collega’ serbo, il titolare resta lui.
Ciò che rapisce di questo talento assoluto della porta, figlio di Fabrizio ex numero uno a livello dilettantistico, è la padronanza con cui recita il ruolo sul rettangolo verde: reattivo, attento sia quando c’è da parare che in uscita, in grado di chiamare la difesa con personalità. Impossibile, quando lo si osserva, non tracciare paralleli col ‘primo’ Buffon augurandosi che il percorso professionale sia il medesimo.
Guidolin ha avuto ragione e vinto la sua ‘scommessa’: l’Udinese, celebre per i tanti acquisti sconosciuti pescati all’estero poi rivenduti a peso d’oro, ha trovato un altro prodotto del vivaio dal ‘Dna’ friulano in grado di diventare protagonista con la maglia dell’Udinese 10 anni dopo Fabio Rossitto.
E in attesa che su di lui si scateni il ‘tam-tam’ di mercato che tocca a qualunque talento in erba, Scuffet l’azzurro lo ha già assaporato a Coverciano con lo stage ‘alternativo’ promosso da Prandelli per individuare ‘facce da Italia’: Simone, la stoffa per diventarlo, ce l’ha e lo sta dimostrando.
Ed il Milan, a caccia di un portiere giovane ed affidabile per il dopo Abbiati, monitora costantemente la situazione. E si parla già di un’offerta importante per il mercato estivo.
Fonte: goal.com
foto: spaziocalcio.it
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