Milan: sono già 11 le sconfitte ed adesso c’è anche la Roma!

Elio Arienti 2

E sono tre. Consecutive. Ben undici in stagione. Ma quel che è peggio, è che, purtroppo (ahinoi!) ancora non abbiamo toccato il fondo…

Tante, troppe, le sconfitte rimediate finora dalla “Inzaghi band boys”, e alla prossima ci tocca la Roma, un’altra brutta “gatta da pelare”, un altro più che probabile intralcio sul nostro già difficile e complicato cammino. Insomma, al Milan, gli ostacoli e le prove da superare non finiscono mai e più sono duri da scavallare, più, con regolarità certosina, ci si va a sbattere il muso contro. Eppure dovremmo aver capito – data la negativa esperienza fin qui conseguita – che è meglio provare ad aggirare l’impedimento anziché volerlo affrontare vis-a-vis rischiando l’osso del collo.

Ma no, il Milan non può – e non deve – farsi mettere sotto semplicemente dal sospetto che l’avversario sia oggettivamente più forte mentalmente, granitico fisicamente, attrezzato tecnicamente e atleticamente. C’è comunque il blasone, da mantenere alto, a fare la differenza e a soggiogare l’avversario di turno, metterlo alle strette e – quando è necessario – schiarirgli le idee sventolandogli sotto il naso tutto l’orgoglio e l’ambizione di un gruppo, di un collettivo, di una squadra che non intende affatto farsi da parte lasciando campo libero a chi, dall’altra parte, chiede strada. Non è così che funziona…  Tutt’altro!  Ci vuole serietà e misura nelle cose anche se ora, parlare di serietà e misura è quantomeno anacronistico visti i risultati e le prestazioni. Ma questo è un momento così, passeggero; un… momentaccio. Che passerà, sia chiaro. Oh, se passerà!

Serve un po’ più di fiducia, un colpo di coda. Basterebbe, insomma, un successo di prestigio e una prestazione di qualità per ridare un sorriso all’ambiente e una maggiore credibilità ad una squadra e un allenatore costantemente in difficoltà e con la spada di Damocle sulla testa pronta a colpire senza preavviso. Ma ecco, quel che i rossoneri vanno cercando è lì, appena dietro l’angolo, la Roma… Sarebbe davvero importante provare, almeno in questa seconda parte di campionato, a giocare uno scherzetto ad una grande – o presunta tale – come l’undici di Rudi Garcia e del suo impareggiabile scudiero, il Pupone giallorosso. Loro, Don Chisciotte e Sancho Pancia, partiti in sella al fido Ronzinante capitolino per andare a combattere per l’onore del casato e finiti a doversi misurare contro i mulini a vento, contro il nulla. Potrebbe dunque essere la volta buona? Magari sì, ma diamoci una sveglia… San Siro e la Sud ci aspettano. Per innamorarsi ancora.

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