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EDITORIALE DEL GIORNO
Una partita priva di storia, ma quanta sofferenza
Si era detto, anzi pensato: “Una partita priva di storia, una semplice e proficua…passeggiata di salute”. Invece… Invece c’è voluto un Milan da battaglia, un Milan vero senza sbavature per mettere nel carniere il quarto successo consecutivo e tre punti in classifica assolutamente determinanti per la corsa verso l’Europa League.
Perché il Catania, giustamente, ha voluto giocarselo, senza trucchi e senza inganni, questo match con i rossoneri e nei primi venti minuti, sono stati proprio loro, i peloritani, a mettere in leggera angoscia la retroguardia di Clarence Seedorf con due conclusioni splendide di Barrientos su una delle quali Abbiati s’è visto costretto ad alzare il suo tasso di classe per togliere la sfera indirizzata nel “sette”. E’ il Milan, ovviamente, a dare libero sfogo alla sua migliore qualità tecnica spostando in avanti il baricentro della gara concedendo a Taarabt di spaziare a piacimento tra una corsia e l’altra e giocando con gli avversari a “palla c’è, palla non c’è” quindi incunearsi tra le maglie catanesi per poi battere a rete. In ombra, invece, sia il figliol prodigo, Ricardino Kakà che Mario Balotelli attivato solo da un paio di siluri dalla distanza su punizione che però non fanno alcun solletico all’immarcescibile Andujar.
Ma dai e dai, eccolo finalmente il gol scaccia-pensieri. Una punizione, l’ennesima, ed è ancora Balotelli ad andare sul punto di battuta: SuperMario, stavolta, invece di crossare in area a vantaggio delle torri rossonere, offre a Montolivo, appostato solo soletto sui trenta metri, il pallone da calciare a rete. Lui, il capitano, non si fa pregare e lascia partire una botta secca a pelo d’erba che s’infila veloce e senza intercessioni di sorta nell’angolino alla destra dell’esterrefatto estremo difensore ospite. San Siro esplode con il popolo milanista a far festa. E ne ha ben donde perché il Milan c’è e per il momento bussa forte alla porta del Catania. Nella ripresa sono ancora i rossoneri a dettare legge mentre Lodi e soci si rintanano nella propria area uscendone solo per tentare di mettere in angoscia la retroguardia milanista con veloci contropiede. La partita, però, di colpo lascia in soffitta sussulti ed emozioni trascinandosi stancamente e tristemente verso una chiusura apparentemente anticipata. Il Milan, comunque, seppure senza eccedere troppo, è costantemente proiettato alla ricerca del raddoppio così da mettere al sicuro risultato ma non trova il pertugio utile per chiudere le ostilità. Poco spettacolo, ancor meno giocate tali da far innamorare i tifosi. Anzi, dagli spalti – e soprattutto dalla curva Sud, quella rossonera – parte qualche fischio che non ti attendi.
Non incanta, questo Milan. Anzi rischia. Tanto è vero che intorno alla mezz’ora della ripresa ci vuole un superAbbiati per tirare letteralmente fuori dalla porta una punizione calciata con millimetrica precisione dal piedino fatato di Lodi. Il Catania ci crede ma al 34′ un brutto fallo di Rinaudo ai danni di Mexes costringe l’arbitro ad estrarre un doppio giallo e spedire il centrocampista rossoblù anzitempo negli spogliatoi. La partita, di fatto, si chiude qui: il Catania ci prova ancora più che altro per orgoglio che per convinzione; il Milan non trema più, mette a segno l’ennesimo risultato utile e guarda con altri occhi a quell’Europa che tanto l’affascina.
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FOTO ZIMBIO.COM
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