Pioli: un signore della panchina del Milan

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È arrivato al Milan nello scetticismo generale. Tifosi e giornalisti non l’hanno di certo acclamato. Nessuno lo voleva. Un allenatore che fra l’altro è passato anche dall’altra sponda di Milano senza di certo incantare.

Un buon piazzamento alla Lazio e qualche buona stagione alla Fiorentina. Il curriculum di Stefano Pioli raccontava poco altro. Per tutti era un allenatore di passaggio in quel di Milanello. Il classico traghettatore che nell’ennesima difficile stagione doveva consegnare alla ben e meglio una squadra richiamata all’ennesimo tentativo di rifondazione. Ralf Ragnick sullo sfondo pronto a dettare la nuova linea societaria. Stefano Pioli lavora, suda e si rialza. Il 5 a 0 subito a Bergamo sembrava averne già tracciato la strada di uscita da Milanello. Invece, in gennaio, arriva Zlatan Ibrahimovic, che lo aiuta a rifondare ed a ricostruire una mentalità che al Milan mancava da ormai troppo tempo. I rossoneri iniziano ad ottenere una serie di vittorie e risultati utili, ma le copertine sono tutte per il campione svedese e il tecnico di Parma a fari spenti continua il suo lavoro tattico.

A distanza di ormai due anni, il Milan di Stefano Pioli si è conquistato una qualificazione in Champions League – arrivando secondo – ed in questo momento esce da trionfatore del derby di Milano vincendo in rimonta.

Dopo questa piccola considerazione, mi piacerebbe che venissero riconosciuti i meriti al tecnico. Un signore in panchina. Mai esibizioni imbarazzanti a bordo campo. Mai una conferenza stampa sopra le righe. Mai un segnale di mancanza di signorilità. Dopo l’infortuni dei suoi pilastri della difesa (Simon Kjaer e Fikayo Tomori), Stefano, con estrema educazione, chiede un difensore centrale per gennaio che prontamente non arriva. Nessun disappunto, solamente tanto lavoro al servizio della squadra alla ricerca di soluzioni credibili. Inventa Kalulu centrale e lo valorizza.

Falcidiato dagli infortuni, viene accusato di non saper leggere le partite, ed in occasione del derby, la ribalta proprio con le sostituzioni. Probabilmente poco social, probabilmente non uomo da prime pagine, ma è giunto il tempo di riconoscerne le sue capacità.

Onore al merito a Stefano Pioli, sinonimo di sportività ed eleganza.

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