Sacchi: ”Non sono razzista e non lo sono diventato a 68 anni”

Wikipedia_Arrigo Sacchi_Franco Baresi

Continua la polemica fra Arrigo Sacchi e la stampa che lo ha accusato di razzismo causa la frase “troppi neri nei settori giovanili italiani”.

La frase ovviamente ha fatto rumore ed è stata anche strumentalizzata dalla stampa e di conseguenza ieri sera a Mediaset Premium è arrivata la smentita da parte dello stesso Arrigo: “Sono stupito di quello che è successo ma neanche troppo: so benissimo che in questo mondo il populismo è all’ordine del giorno. Sono 42 anni che sono nel calcio e non mi è stato mai detto di essere un razzista. E non credo di esserlo diventato ora che ho 68 anni. Ho allenato giocatori di colore evidentemente sono stato disattento, ho spiegato male quali erano i problemi attuali del calcio italiano e uno di questi è che c’è un’affluenza troppo massiccia di giocatori stranieri. Negli altri Paesi c’è un orgoglio diverso. Qui c’è anche un business: si commercia sulla pelle dei ragazzi, che vengono qui pensando di aver realizzato un sogno, quando magari non sono nemmeno stati visionati”.

Sempre nel post partita è anche intervenuto un altro ex Milan e stiamo parando di Carlo Ancelotti che si è espresso in favore del suo ex allenatore:  “Saluto Arrigo Sacchi: molti nemici, molto onore”. Una frase breve ma che potrebbe spegnere definitivamente delle polemiche a questo punto eccessive.

Arrigo Sacchi conclude l’intervento: “Oggi in Italia parlare di colore fa scatenare tutti i moralisti e i perbenisti che magari devono mettersi a posto la coscienza. Io a certi personaggi non rispondo neanche. Io conosco la loro storia, la conosce tutto il mondo, come tutto il mondo conosce la mia. Mi spiace soltanto che in molti in questi giorni abbiano perso la memoria: se in 42 anni non mi sono fatto capire dovrò rimanerne in questo mondo altri 20 per farlo capire”.

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