Thailandia, Singapore, Cina. Da qualunque angolatura si osservi l’ingarbugliata vicenda societaria del Milan – il mandato a Lazard di trovare investitori, le trattative smentite da Fininvest, l’intraprendenza di Bee Taechaubol, il giallo del selfie con Mr Pink, eccetera eccetera – un dato di fatto pare acquisito: il rossonero è un abbinamento che piace, e parecchio, a Oriente.
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