Deluso e tradito. Sono queste le sensazioni che ho avuto in settimana dopo aver letto l’intervista di Paolo Maldini sulla Gazzetta dello Sport – un giornale con cui, lo ricordiamo, l’AC Milan ha una querela in ballo per la questione sulla presunta rissa di Balotelli in discoteca. Discutibili i contenuti – sicuramente sbagliata la tempistica e le motivazioni: Paolo Maldini, lo ricordiamo, è in cerca di un posto di lavoro in società – non un posto qualunque, ma un posto da dirigente a pieni poteri su non si sa quali competenze e quali basi, un posto che giustamente gli è stato negato e che non può essergli dato solamente in base al nome che porta su una presunta teoria per cui un grande giocatore è anche un grande dirigente.
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