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EDITORIALE DEL GIORNO
Torres a La Repubblica: “Sono l’anti-divo”
L’ex Chelsea ha rilasciato una breve intervista al quotidiano romano.
Nessun riferimento al digiuno dal goal e alle discussioni tattiche con Berlusconi. Spazio invece al lato umano dello spagnolo, apprezzato dai più per la costante disponibilità a rilasciare autografi ai tifosi. “Cerco di non perdere mai la dimensione delle cose -dice – Prenda gli autografi. Quando i bambini me li chiedono, mi torna sempre in mente una scena. Io ero un bambino timido, a 8 anni. Al Calderòn non chiedevo mai una firma ai nostri idoli, i giocatori dell’Atletico. Invece a qualche mio amico capitava di restare deluso, col foglietto in mano. E allora oggi mi dico: che cosa mi costa fare felice un bambino con così poco? A me non piace il divismo. Anche se poi in Inghilterra ho visto adulti chiederci autografi a scopo di lucro, per rivenderli su ebay”.
I soldi appunto, un problema che candidamente ammette di non aver mai avuto: ” Da bambino tiravo tutto dalla finestra: un giorno gettai giù il modellino di un camioncino pieno di soldi. Grazie a Dio non ho mai avuto problemi economici. Ma non sento il bisogno di esagerare: non mi piacciono le macchine costose, mi basta fare vivere bene la mia famiglia.”
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