Milan: Inzaghi ha rinnovato e motivato l’ambiente

Paolo Vinci

Cari Lettori,

consentitemi, prima di approcciare, in occasione della ripresa del campionato, il consueto Editoriale del Lunedì, un saluto particolarmente affettuoso a Tutti Voi ed a Jacopo Galvani, che mi ha dato la possibilità di confrontarmi settimanalmente con i Tifosi Rossoneri tramite questa Rubrica.

Ci eravamo lasciati, al termine del triste epilogo del campionato scorso con l’invito, perentorio, alla Società di scegliere un allenatore giovane ed autorevole, in grado di “pianificare immediatamente una campagna acquisti …vitale per riportare in Europa –  e l’Europa che conta – la compagine Rossonera, sfoltendo una rosa di tutti quei giocatori, non rientranti nei piani societari e con l’innesto di quei sei/sette Elementi necessari a confezionarne una, composta da giocatori giovani, duttili ed utilizzabili in più ruoli, in grado di giocare le 40 partite di una stagione tutta Italiana…”  dicemmo che era  “necessario porre al vertice un Condottiero capace di motivare i giocatori e di creare tra di essi afflato e coesione, non certamente rotture e sfilacciamenti” (vedi Editoriale 26 maggio 2014).

Prima di addentrarci nell’analisi di queste due prime giornate di campionato, in effetti, è da verificare se la Società ha adempiuto, o meno, ai suoi oneri nei confronti dei propri impareggiabili Tifosi e se, soprattutto, ha condotto, oppure no, una campagna acquisti importante.

Ebbene, io credo di poter rispondere affermativamente a queste due domande.

Inzaghi, indubbiamente, ha rinnovato e motivato un ambiente che le ultime vicende avevano reso triste e che il suo predecessore aveva “personalizzato” con atteggiamenti non sempre in grado di tenere coeso lo spogliatoio, atteggiamenti che anzi avevano “sdrucito” ulteriormente una “rosa” che, sotto il profilo del temperamento, era debole, sfilacciata, non pregna di eccellenti valori umani e comportamentali.

Ed appunto, proprio il “fattore umano”, la valutazione dell’uomo prima del calciatore, è stato posto alla base del “credo calcistico” e della rivoluzione di Pippo Inzaghi.

Il tutto è stato “condito” da una campagna acquisti più che buona, che, è si vero che ha mirato al bilancio ed ai “parametro zero”, ma che, al contempo, ha portato in Via Aldo Rossi tutta una serie di fior di giocatori e di uomini veri che potranno dare un apporto importante alla squadra. Da Diego Lopez a Torres, attraverso Menez, Alez e Bonaventura.

Va dato atto alla Società di aver avallato il “progetto Inzaghi” e di aver condiviso con lui tutti i giocatori da inserire in rosa.

Chi è andato solo di sfuggita a Milanello in questi giorni non può non essersi reso conto che si è tornati a respirare quella stessa aria, salubre e leggera, dei migliori momenti dell’”epopea berlusconiana”. Con le dovute differenze tecniche di due situazioni, sotto il profilo economico e temporale, completamente diverse, si vive la stessa atmosfera, si respira la stessa aria, si coglie a piene mani la stessa gloriosa dignità di chi sa vivere il proprio stato con quella nobiltà tipicamente unica dei Colori Rossoneri.

In questo contesto, i risultati sportivi non potevano non arrivare.

Ed in effetti, la squadra, attraverso le proprie indubbie lacune tutt’ora esistenti (la difesa in primis, la mancanza di eccellenti piedi buoni nei “tre del centrocampo”), ha inanellato due vittorie consecutive, arroccandosi al vertice della classifica, insieme con le due superfavorite Juventus e Roma, prima nell’esordio a San Siro con la Lazio e poi, ieri sera, nel posticipo della domenica, al “Tardini” di Parma, vincendo una partita spettacolare, inanellata da ottime giocate, grandi svarioni difensivi (qui Inzaghi ha molto da lavorare!) e, soprattutto, pregna di una dilagante follia che, al novantaseiesimo, ha premiato meritatamente, il Diavolo Rossonero, spinto da un irresistibile Menez.

E’ stata vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza!

“I posteri” sono già tutti quelli che avranno la fortuna di assistere, nell’anticipo di sabato 20 settembre, a San Siro, della terza giornata del campionato, ad un fantascientifico Milan-Juventus.

Prova del fuoco per il Milan, obiettivamente un gradino più sotto (se non due..) dell’ armata bianconera.

Certo, se Inzaghi continua a dare una spinta emozionale come ha fatto fin’ora, certe differenze si possono livellare. Almeno per una notte.

Lotta, lotta, Grande Vecchio Cuore Rossonero!

Un saluto caro a Tutti i Tifosi Rossoneri.

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