Toro senza motivazioni ed il Milan ci va a nozze!

Paolo Vinci

Cari Tifosi Rossoneri,

la penultima giornata di un assolutamente mediocre campionato, avute da tempo le sentenze per scudetto e retrocessioni, consuma, negli anticipi del sabato, con la vittoria del Genoa sull’Inter e con la sconfitta del Napoli allo Juventus Stadium, quasi tutti gli altri verdetti, relativi alla partecipazione delle squadre Italiane alle prossime competizioni Europee.

In effetti, rimane il solo ballottaggio romano, che si risolverà con ogni probabilità dopo il posticipo odierno, per chi dovrà fare, o meno, i preliminari dell’Europa che conta, essendo stata condizionata l’intera giornata di domenica da quel gol di Eto’o, all’ultimo respiro in quel di Empoli, che permette alla Sampdoria di blindare quel settimo posto che, nella eventuale impossibilità del Glorioso Grifone Genoano ad accedere, per ragioni burocratiche, alle Coppe, la pone (ironia della sorte, proprio gli odiati Cugini…!) in posizione ancillare per prendervi il posto.

Si, il gol di Eto’o!

Questo gol condiziona non poco il Toro che si vede estromesso dalle Coppe proprio dal gesto balistico del camerunense. Tanto che Ventura, al termine di una conferenza postpartita scoppiettante e simpatica, ammetteva che l’appuntamento milanese del  suo Torino era terminato, prima di incominciare, proprio ad Empoli nel consueto anticipo domenicale dell’ora di pranzo, al momento dell’indigesto gol della Doria. E ciò nonostante avesse una squadra, a causa degli infortuni, considerevolmente rabberciata.

In questo scenario, contestazione di Galliani in primis da parte dei Tifosi della Curva Rossonera, con striscioni abbastanza “piccanti” (ma quale mercato può fare il  Condor senza risorse e soldi?!), si giocava Milan – Torino, ultima partita in casa dei Rossoneri che presentava il calendario.

Dinanzi ad un pubblico scarso, ma non scarsissimo (che Amore, Impareggiabili Tifosi!).

Si è visto da subito che il Toro aveva ammainato le bandiere e non era più quello di stagione, almeno fino ad aprile, anche perché, senza stimoli particolari e con il peso delle assenze, la stanchezza affiorava e rendeva le gambe molli.

Contro questo Toro, il Milan è andato a nozze, esaltandosi nei ritmi lenti dell’incontro, permettendosi di confezionare qualche pregevole giocata e ben tre gol che suscitavano, nello stadio,  un po’ di entusiasmo, sinceramente incomprensibile vista l’annata e considerata la classifica finale irrimediabilmente compromessa, e che – nella migliore delle ipotesi  – sommerà un deludente decimo posto.

Insomma un ennesimo brodino caldo. Che portava il Mister ad esaltarsi e parlare di buona stagione con tanto di sua speranza di riconferma, proprio mentre a destra e a manca si parla di un ritorno di Carlo Ancelotti, obiettivamente difficilissimo, e, in subordine, di almeno quattro alternative alla sua oramai irrimediabilmente persa panchina Rossonera.

Senza, poi, dare risposte a domande come quella dei giovani non utilizzati nell’ultimo inutile periodo del campionato, quando gli obiettivi erano scomparsi e si poteva approfittare per porre basi future. Eccetto lo sporadico ed occasionale utilizzo di Mastalli, negli ultimi 15 minuti dell’incontro, sufficienti comunque a far vedere che il ragazzo ha i numeri ….. e a ripensarci.

Per fortuna, domenica prossima, in quel di Bergamo, cala il sipario su questa triste annata Rossonera.

Da non consegnare ai posteri certamente.

E da dimenticare al più presto.

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