Milan: un altro anno buttato e senza prospettive

MILANO 11.1.2008  SEDE MILAN VIA TURATI SILVIO BERLUSCONI POSA CON I 18 TROFEI INTERNAZIONALI DEL MILAN - Fotografo: FABIO BOZZANI

Tifare Milan e sostenerlo anche nei momenti difficili non esclude la possibilità di affermare che il re è desolatamente nudo.

Ad aggravare la situazione e deprimere il morale dei tifosi è la quasi certezza che le cose non cambieranno per il meglio: le casse languono disperatamente e gli annunci sulla sponsorizzazione appena rinnovata sembrano fatti apposta per ingannare i meno attenti, dal momento che si tratta di aggiungere 3/4 milioni all’anno a quelli che entrano ora (e, se si continua di questo passo l’ulteriore bonus è pura chimera).

La rosa a disposizione di Inzaghi è povera in termini qualitativi: lo dimostrano i punti e le poche vittorie riportate, i pareggi contro le neopromosse, le reti subite in quantità industriale. Il Milan gira bene se riesce a partire in contropiede ma va in crisi di idee e risultato se deve inventare contro squadre che si chiudono appena.

Servono interventi drastici e costosi, esattamente l’opposto di quanto nelle possibilità attuali di un Presidente che non va al di là delle presenze del venerdì (che sembrano tentativi di convincere più sé stesso che i giocatori del fatto che il Milan sia ancora quello di pochi anni fa) non potendo o non volendo (o entrambe le cose), metter mano al portafogli; anzi, vale semmai l’opposto, dato lo smantellamento scientificamente portato avanti attraverso le cessioni degli unici fuoriclasse che avevano la pecca di guadagnare troppo (lecito chiedersi chi e perché  li abbia firmati a suo tempo). Si potrà obiettare che il livello della Serie A si è molto abbassato, che anche la rivale cittadina non è messa meglio sia dal punto di vista sportivo che finanziario. Ma non basta a spiegare perché, ad esempio, la Juventus domini incontrastata da anni senza spendere molto: la realtà è che spendere bene aiuta a spendere poco. I migliori giovani italiani sono praticamente dei bianconeri, che li hanno acquistati senza esborsi particolarmente onerosi ed oggi, volendo, potrebbero già ricavare buone plusvalenze se li mettessero sul mercato.

Al Milan pesano i 30 milioni in meno della mancata partecipazione alla Champions League e vorrebbe tornare a giocarvi a partire dalla prossima stagione, ma oggi come oggi il solo parlarne è pura utopia. Non centrare l’obiettivo avrà come conseguenza l’ulteriore ridimensionamento, ne sono tutti consci. Non è però coi prestiti stagionali, addirittura senza diritto diriscatto come Van Ginkel (il quale peraltro non gioca), o peggio, semestrali col mercato di riparazione che si può pensare di ricostruire un’idea di squadra, la cosiddetta “programmazione”, già naufragata insieme con il tanto sbandierato “progetto giovani”. Insomma poche idee e ben confuse; pochi euro e spesi male. Il re è nudo e tutti i tifosi, evoluti e non, se ne sono accorti da tempo…

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