La coperta di Pippo

Fabio Conte

La partita con la Fiorentina, carica di aspettative alla vigilia ha prodotto alcune certezze e qualche dubbio. Abbiamo capito che Mr. Inzaghi ha il coraggio di cambiare, di scegliere i giocatori a seconda delle necessità tattiche, degli avversari che si affrontano.

La rosa è ampia e gli impegni sono pochi, credo sia necessario tenere tutti  sulla corda, partecipi. Credo anche sia intelligente sfruttare la freschezza e la voglia di riflettori degli atleti meno utilizzati, per avere la squadra che possa dare sempre il massimo. Certamente ci sono ruoli e giocatori dal peso specifico differente. De Jong ad esempio, anche se sostituito discretamente da Essien col Verona, pare essere indispensabile per la tenacia e la carica che dispensa col suo esempio  ai compagni. E tutti aspettiamo con ansia il ritorno di capitan Montolivo per aumentare la quantità di fosforo a centrocampo. Mi son sembrate invece esagerate le critiche ad El Shaarawy e De Sciglio: al primo manca solo il gol per tornare quello di due anni fa, e Mattia a me pare in lento ma costante recupero, tanto è vero che la difesa sembra ultimamente un po’ più assestata; comunque son giovani e bravi c’è solo da aspettarli un po’. Forse l’assetto difensivo è stato anche aiutato dall’atteggiamento  “corto” e compatto della squadra. Giocando senza un centravanti di ruolo, una punta come Torres o Pazzini per non fare nomi, i rossoneri riescono ad tenere i reparti collegati ed è stato proprio questo  metodo che aveva regalato ottime prestazioni soprattutto in attacco nelle prime partite, che ha prodotto la partita non esaltante contro la Viola. La squadra di Montella, tecnico bravo ed apprezzato da tutto l’ambiente, avendo anche due gravi assenze in attacco,  era schierata in maniera speculare al Milan dando come risultato un incontro interessante solo per chi ama gare altamente tattiche. La punta di ruolo, quando schierata, offre maggiori riferimenti ai centrocampisti e la possibilità di giocate, magari meno precise, ma più veloci. Ecco la coperta corta, il dilemma che deve sciogliere il nostro tecnico. Non è il numero, né il tipo di punta che rende l’attacco più o meno importante – come ha puntualizzato il mister ieri in conferenza – tanto è vero che il Milan è la squadra più prolifica, oltretutto con Honda, un trequartista,  miglior realizzatore. Ma riuscire a creare un gioco, una compattezza di movimenti con chiunque sia scelto per scendere in campo, è la sfida che dovrà vincere Pippo Inzaghi. Qualche risposta importante potrà darla il match di questa sera a Cagliari: la squadra di Zeman che è maestro nel gioco d’attacco darà filo da torcere alla nostra difesa, ma potrà offrire il fianco alle nostre ripartenze. Speriamo in una gara più vivace di quella di domenica ma soprattutto  vincente perché non c’è miglior stimolo della vittoria per continuare serenamente a cercare il bel gioco. C’è ancora un po’ di strada da fare, c’è ancora un po’ di coperta da allungare.

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